Sono passati ormai 27 giorni da quando è iniziata la guerra in Medio Oriente.
Il bilancio segna più di 1000 morti, 3000 feriti e oltre 1 milione si sfollati, dei quali il 30% sono bambini sotto i 12 anni.
Venerdì scorso, i principali ponti che collegano il nord a Beirut sono stati distrutti. La riserva nazionale di carburante sta finendo e sembra che a causa di problemi di sicurezza gli scambi stiano diventato sempre più difficoltosi.
La carenza di petrolio è la causa principale delle interruzioni di elettricità in tutto il Libano. Gli ospedali temono di non poter più garantire i servizi vitali nel giro di una settimana se la situazione non migliora.
In questo contesto, SOS Villaggi dei Bambini sta lavorando per garantire l'approvigionamento e la copertura delle necessità di base dei bambini che vivono nei Villaggi e nelle Case del Giovane SOS.
Tutti i membri delle famiglie SOS sono salvi e le strutture hanno riserve di carburante, cibo e medicine assicurate.
Nonostante la realtà critica che sta vivendo il Villaggio SOS di Ksarnaba, i collaboratori SOS continuano ad organizzare attività per i loro bambini per aiutarli a superare la paura dei bombardamenti.
Nel nord, il Programma di Rafforzamento Famigliare si focalizza sulle famiglie degli sfollati che vivono presso amici e parenti.
Questa mattina, 50 confezioni di latte per neonati e pannolini sono stati distribuiti a quasi 200 bambini.
Nour è una bambina di 3 anni; in questi giorni è veramente preoccupata per una amica che ha lasciato in uno dei villaggi più colpiti nel sud. È certa di averla vista alla televisione: "… era sdraiata per terra e piangeva chiedendo aiuto …" La mamma di Nour ci ha confermato che la sua amichetta è morta e che Nour l’ha vista in televisione …
"Mentre distribuivamo il cibo, i bambini si raccoglievano intorno a noi. Ognuno aveva la sua storia da raccontare. Ho visto Sajida (6 anni) stringere la sua bambola tra le braccia … e mi sono sentita fortunata di poterle dimostrare amore e affetto mentre il mondo le sta insegnando solamente violenza e ostilità. " afferma Zeina Allouche, Direttrice dei Villaggi SOS in Libano.