Ancora tutto bloccato nella striscia di Gaza. Kamil EL-Shami, coordinatore di progetto del Villaggio SOS di Rafah, ci racconta che il confine con Israele viene riaperto di tanto in tanto per lasciare via libera ai rifornimenti d’emergenza.
“La striscia di Gaza sta ottenendo quasi tutti i rifornimenti via l'Israele. Non arriva nulla se i confini sono chiusi” – afferma EL-Shami.
L’apertura saltuaria dei confini ha finalmente permesso al Villaggio SOS di approviggionarsi. Il combustibile è l'unica cosa manca. Con l'aiuto di CARE, è prevista una consegna di 1.800 litri di combustibile - la prima consegna di 420 litri arriverà entro questa settimana. Il combustibile sarà usato, fra altre cose, per rifornire il generatore del Villaggio, utilizzato anche per le pompe di acqua.
Oltre all'instabilità, l'elettricità ed i rifornimenti idrici sono infatti le sfide più grandi nella quotidianità della gente che vive nella Striscia di Gaza.
“Il Villaggio SOS rifornisce la comunità locale -centinaia di persone - di acqua per quattro, cinque ore al giorno.” - racconta EL-Shami.
CARE, le Nazioni Unite, altre ONG ed i programmi di sostegno locali danno sostegno alla popolazione della striscia di Gaza: il villaggio SOS di Rafah sta lavorando a contatto con altre organizzazioni internazionali.
In condizioni normali i bambini del Villaggio SOS di Rafah avrebbero trascorso le loro quattro settimane di vacanza estiva in un campeggio, insieme ai bambini dalle vicinanze e di altre zone della striscia di Gaza.
Nel campeggio estivo i bambini imparano il folclore locale, come balli e canzoni tradizionali, così come acquisiscono competenze linguistiche, come inglese, francese e tedesco. Quest’anno, tuttavia, il soggiorno al campo è stato annullato. Il Villaggio SOS di Rafah, anche per non far pesare la situazione ai bambini e distrarli, ha attivato un programma alternativo. I bambini dalle vicinanze stanno venendo al villaggio partecipare al programma.
EL-Shami di Kamil racconta che il paese è estremamente instabile: “Non possiamo andare al mare. Non possiamo andare da Rafah a Gaza e non possiamo neanche andare a coltivare i campi. Tutti i bambini trascorrono la giornata all’interno del Villaggio SOS, tutte le mamme e zie SOS in ferie hanno fatto ritono. Tutti qui stanno pregando per la pace.„