Video Prima tappa: il Villaggio SOS di Joao Pessoa
All'inizio del 2007 siamo partiti per un viaggio attraverso il Brasile, per verificare l'andamento dei progetti che la nostra associazione ha attivato nel paese. Ecco la testimonianza di Anna:
"...Da giorni mi sto preparando mentalmente a questo viaggio.
Un appuntamento atteso con decine di bambini, che non sanno neanche quanto sia importante per noi questo incontro. Si troveranno di fronte a un gruppo di stranieri, che appariranno mentre sono affaccendati nella loro quotidianità, e non si immagineranno quanti giorni, quante telefonate, quante e-mail, quanti sforzi sono stati spesi e quante adozioni a distanza sono state attivate per rendere possibile tutto ciò.
Percorriamo in auto le strade di Joao Pessoa, nel Nord del Brasile. Sta piovendo copiosamente, mentre la temperatura è tropicale. Arriviamo finalmente al Villaggio SOS di Joao Pessoa.
Aspettiamo che un giovane dalla faccia simpatica ci spalanchi il cancello con un sorriso di benvenuto. I ragazzi più grandi del Villaggio SOS presidiano a turno l’entrata del Villaggio: è il loro modo di contribuire alla gestione delle attività.
E’ arrivato il momento tanto atteso: fare visita a una Famiglia SOS, i gruppi di bambini curati da una Educatrice Residenziale, conosciuta affettuosamente come "Mamma SOS", in cui i bambini adottati a distanza possono crescere al sicuro.
Mamma SOS Teresa vive presso il Villaggio SOS da tantissimi anni. Nella sua vita si è già occupata di almeno venti bambini. I bimbi ci mostrano orgogliosi le loro camerette e il loro letto. Sono socievoli, molto comunicativi ed estremamente divertiti! Michaela ci racconta tantissime cose della sua vita quotidiana, ci mostra anche i compiti e i voti che ha preso.
Solo dopo, quando i bambini cominciano a giocare e ad essere distratti, la Mamma SOS e l’Assistente Sociale SOS ci raccontano il passato di ognuno di questi bambini: madri morte durante la gravidanza, padri impossibilitati a prendersi cura dei bambini, storie di violenze domestiche, di donne alcolizzate che trascuravano i figlie e sparivano per svariati mesi, in alcuni casi anche di abusi sessuali.
Ed è a questo punto che capiamo il dramma da cui sono stati salvati grazie alle adozioni a distanza, che questa normalità è, un’occasione per poter vivere una vita serena".
Scopri l'Adozione a Distanza SOS, assieme possiamo cambiare il destino di tanti bambini sfortunati

"...Ogni cosa è pulita e ordinata: conosciamo le assistenti sociali, la cuoca, un signore tuttofare che si occupa di ogni evenienza...
I giorni in cui arriviamo a Rio sono anche i giorni del Carnevale, è un piacere vedere tutti i bambini che giocano travestiti, insieme alle loro famiglie e alle persone che si occupano di loro con amore ogni giorno. Come in Italia, in un qualsiasi asilo. La differenza è che qui questo stile di vita dignitoso non è dato per scontato!
Incontriamo anche due madri che beneficiano gratuitamente del centro. Entrambe sono sole, divorziate o abbandonate dal marito. Una delle due ha tre figli.
Le madri al mattino lasciano i loro bambini al Centro Diurno SOS, così possono andare a lavorare durante il giorno e sapere che i bambini sono in mani sicure, accuditi e coccolati. Quando finiscono di lavorare e vengono a riprendere i loro bambini li trovano sorridenti e puliti. Senza il Centro Diurno SOS non ci sarebbero altre soluzioni: tutti gli asili sono a pagamento, non potrebbero assolutamente permetterselo."
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"...Solo entrando nel vivo del viaggio, in occasione delle visite alle favelas, degli incontri con giovani, madri, padri beneficiari dei progetti di Prevenzione all’Abbandono SOS, si capisce cosa significa non avere possibilità, sempre a rischio di non sapere come arrivare alla fine della giornata perché troppo poveri.
Queste immagini raccontano questo e fanno capire come ogni aiuto, ogni donazione, ogni adozioni a distanza, possono fare realmente la differenza, riscattare una vita persa e senza dignità e renderla un’esistenza modesta ma serena.
Gli interventi del Centro Comunitario SOS sono accolti con attenzione e gratitudine.
Per la nostra associazione è importante raggiungere anche i rioni poveri che non sorgono vicino al Centro di Sviluppo Sociale SOS. Qui siamo al Centro Comunitario Jardim Bela Vista.
Visto che non tutti possono infatti permettere di fare viaggi impegnativi per portare i loro bambini in strutture sicure si vanno ad aprire dei Centri Comunitari all’interno delle favelas.
I bimbi son qui dal mattino. Fanno colazione, giocano, pranzano, fanno il sonnellino. Insomma… la vita di un bimbo di quell’età… eppure … quello che per noi è normale, qui è considerata un “vera fortuna”
Mi piace ricordare ora gli sguardi, i sorrisi, i saluti, la timidezza nel presentarsi di fronte a questa telecamera. E ricordo la frase di Maria Teresa di Calcutta: Quello che noi facciamo è davvero solo una goccia nell'oceano ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno….”
…uno di loro in meno. Grazie di cuore a tutti i nostri sostenitori! "
- Anna Bonaldi
Ecco il video completo con il racconto di Anna