Di cosa si occupa l’Associazione SOS Italia Villaggi dei Bam...
In che cosa consiste il modello SOS?
Chi sono le mamme SOS?
Qual è il segreto dell’attualità e dell’universalità dei Vil...
Ho letto che i VIllaggi SOS italiani accolgono bambini in af...
Quali sono le motivazioni che spingono all’affidamento?
Per quanto tempo i bambini restano affidati ai Villaggi SOS ...
Che differenza c’è tra un Villaggio SOS italiano e un Istitu...
L’Associazione si occupa anche di adozioni?
Come si diventa Soci?
Come vengono usati i fondi raccolti per le adozioni a distanza? Come versare le quote per l'adozione a distanza?
Come fare una donazione libera?
Come ottenere vantaggi fiscali con le mie donazioni e adozioni a distanza?
Di cosa si occupa l’Associazione SOS Italia Villaggi dei Bambini Onlus?
SOS Italia rappresenta in Italia SOS Villaggi dei Bambini Internazionale.
Promuove il modello di accoglienza di tipo familiare nei Villaggi SOS, per bambini e adolescenti in difficoltà e programmi di rafforzamento familiare per evitare la separazione dei bambini dal nucleo d'origine.
I volontari dell’’Associazione SOS Italia si occupano di promuovere la diffusione del modello dove risulti utile e dove siano presenti le condizioni necessarie.
Scopo dell’Associazione è quello di garantire l’attuazione del modello pedagogico SOS nei Villaggi italiani, di fissare gli standard qualitativi dei servizi e di effettuare la raccolta fondi da destinare ai progetti dei Villaggi italiani e in tutto il mondo.
Tra i compiti dell’Associazione c’è anche quello di aggiornare le modalità di interpretazione e di attuazione del modello SOS sulla base dei principi di SOS Villaggi dei Bambini Internazionale alla luce dell’esperienza maturata dai Villaggi SOS italiani e dell’evoluzione del pensiero pedagogico, giuridico e sociale sulle problematiche dei minori in difficoltà familiare.
A questo proposito l’Associazione coordina anche studi e ricerche sui contributi offerti dalla metodologia SOS per la risoluzione di queste problematiche.
Nelle case famiglia dei Villaggi SOS italiani sono accolti bambini e ragazzi temporaneamente allontanati dalle famiglie per decisione dei Tribunali dei minorenni.
Nel Villaggio il bambino trova un ambiente sereno e protetto in cui crescere in vista del rientro nel suo nucleo familiare d’origine. Se il ricongiungimento con la famiglia non fosse possibile, i Villaggi SOS si preoccupano di seguire i ragazzi fino all'avvio di percorsi di affido o adozione, o se questo non è possibile, fino al raggiungimento della completa autonomia, psicologica e materiale.
In che cosa consiste il modello SOS?
Il modello SOS si basa sul rispetto delle differenti culture e religioni, della personalità individuale e sul diritto del minore di godere della protezione, dell’amore e delle cure di una vera famiglia, nello spirito che in seguito è stato fatto proprio della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia.
Il modello SOS si basa su quattro principi fondamentali:
- la "Mamma SOS" (Educatrice Residenziale), una donna che ha deciso di crescere bambini non suoi dedicando loro l’amore, la sicurezza e la stabilità affettiva di cui hanno bisogno;
- la fratellanza, intesa come accoglienza di fratelli e sorelle naturali e come valore di solidarietà che aiuta il bambino a ritrovare il proprio equilibrio;
- la casa, rifugio protettivo e accogliente, nel quale bambini insieme alla loro "Mamma SOS" (Educatrice Residenziale) condividono progetti e aspettative, gioie e dolori della vita quotidiana;
- il Villaggio, luogo strutturato per offrire il sostegno di cui è capace una grande famiglia allargata, solidale e aperta al mondo.
Ogni Villaggio SOS è integrato nel tessuto sociale locale e con l’ambiente circostante, lavora in sinergia con i servizi sociali e gli enti del territorio. I Villaggi SOS assistono i bambini loro affidati fino al ricongiungimento con la famiglia d’origine e, qualora questo obiettivo non fosse percorribile, fino al raggiungimento della piena autonomia
Chi sono le "Mamme SOS"?
Le "Mamme SOS", oggi definite "Educatrici Residenziali" in Europa, sono donne professioniste in campo educativo che hanno deciso di crescere bambini non loro, dedicando loro tutto l’ amore e la sicurezza di cui hanno bisogno per crescere serenamente e in modo equilibrato.
Non si sostituiscono mai al genitore naturale ma svolgono, in effetti, tutte le attività che caratterizzano il “ruolo della mamma”: si occupano della casa, dei rapporti con la scuola, la sanità e le istituzioni, coccolano e rimproverano i bambini.
Le educatrici quindi, hanno deciso di intraprendere un’attività professionale e sociale dedicandosi a bambini in difficoltà. Il loro compito è molto più di un lavoro: instaurando una relazione stabile e continuativa con i bambini a loro affidati ne diventano l’indispensabile punto di riferimento nella vita di tutti i giorni e sono coinvolte in relazioni affettive.
Nello svolgimento dei loro compiti, le educatrici sono coadiuvate da uno staff educativo, dal Direttore del Villaggio e dall’equipe psico- pedagogica.
Le Educatrici Residenziali SOS hanno un’età compresa tra 25 e 47 anni, una formazione educativa e sono generalmente libere da impegni familiari propri, poichè vivono all’interno delle case del Villaggio a loro affidate.
SOS Italia garantisce alle mamme SOS la possibilità di partecipare a seminari formativi per offrire gli strumenti pedagogici necessari e per favorire lo scambio di esperienze.
Qual è il segreto dell’attualità e dell’universalità dei Villaggi SOS?
La forza dei servizi di accoglienza SOS sta nella loro flessibilità e nell’adattabilità alle differenti situazioni sociali in cui sono presenti.
Mirati alle esigenze psico- biologiche e relazionali del fanciullo e non su premesse ideologiche o teoriche, in ogni paese in cui operano si integrano perfettamente nel contesto sociale, rispettando vincoli di parentela diversi, sistemi e culture molto differenti tra loro.
La caratteristica del Villaggio SOS non è quella tipica della struttura ma quella della rete, che instaura relazioni con la comunità locale da cui trae valori socio - educativi, contribuendo a fornire un servizio che, in particolare nei Paesi del Sud del mondo, sarebbe altrimenti inesistente.
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Ho letto che i VIllaggi SOS italiani accolgono bambini in affidamento. Che cos’è l’affidamento?
In Italia, l’affidamento dei minori è regolato dalla legge 149/2001.
E’ un intervento temporaneo di aiuto e di sostegno al minore, che viene preso in cura da una famiglia affidataria o quando questo non è possibile, da una struttura di tipo familiare come i Villaggi SOS.
Le comunità di tipo familiare dei Villaggi SOS non sono un’alternativa all’affido tradizionale ma sono una soluzione valida quando, così come sancito dalla legge 149/’1 non è possibile affidare il bambino a una famiglia o una persona singola. In questo caso la legge prevede l’inserimento del bambino in struttura di tipo familiare.
Le caratteristiche principali dell’affido sono:
- La temporaneità
- Il mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine e la previsione di rientro nella stessa
L’affidamento del minore può essere progettato per periodi diversi in base alle esigenze della famiglia di origine e alle ragioni stesse dell’affidamento. L’allontanamento di un bambino dalla famiglia costituisce in ogni caso un trauma, anche se è uno strumento per preservarlo da altre sofferenze.
Il provvedimento presume un’analisi della famiglia naturale, la definizione del periodo di allontanamento e l’individuazione di possibili soluzioni, una strategia di intervento globale sul bambino e sulla famiglia.
E’ essenziale che il bambino sia ascoltato ed informato sull’evoluzione della vicenda nei modi e nelle forme adeguate alla sua età.
Quali sono le motivazioni che spingono all’affidamento?
Quando si giunge ad una decisione così delicata come l’allontanamento temporaneo di un bambino dalla sua famiglia d’origine significa che esistono gravi situazioni che lo impongono: malattie, tossicodipendenza, disturbi psichici, comportamenti delinquenziali, maltrattamenti….
I genitori sono giudicati, in quel momento, incapaci di agire nell’interesse del bambino. In alcuni casi, gli stessi genitori ammettono una loro transitoria inadeguatezza e concordano con l’opportunità di affidare temporaneamente il figlio a una famiglia o ad una struttura.
Ad esempio, dai dati raccolti nell'anno 2007, erano presenti nei Villaggi SOS Italiani 207 tra bambini e ragazzi. Per il 41% di loro il motivo dell'ammissione è stato l'incapacità educativa dei genitori, mentre per il 40% è la conflittualità intrafamiliare: come si vede sono due dati molto significativi rispetto alla condizione d'origine di questi bambini e ragazzi. Il 9% dei minori è stato accolto in seguito di problemi sanitari dei genitori, il 2% per problemi giudiziari e solo l'1% per problemi economici.
Per quanto tempo i bambini restano affidati ai Villaggi SOS italiani?
Non esiste un periodo standard, che varia in funzione del Progetto Educativo Individuale (PEI) costruito insieme dal servizio sociale inviante e dalla comunità di accoglienza.
Il modello di accoglienza di tipo familiare e residenziale praticato dai Villaggi SOS si pone come obiettivo un tempo di permanenza che, essendo il più breve possibile, consenta l’acquisizione e il recupero pieno dell’identità personale, di sicurezza interiore e di competenze. La legge prevede un periodo massimo di 24 mesi prorogabile dal Tribunale per i Minorenni, qualora la sospensione dell'affidamento rechi un danno al minore.
Che differenza c’è tra un Villaggio SOS italiano e un Istituto?
I Villaggi SOS, integrati e aperti al territorio, rappresentano un modello di accoglienza di tipo familiare, che nulla ha a che vedere con l’istituto e, tanto meno, con un’idea di “segregazione” o di privazione della libertà: i bambini non vengono sradicati dal loro contesto e continuano a frequentare le loro scuole, ad incontrare gli amici esterni al Villaggio e, quando possibile, i genitori e i parenti.
Nei Villaggi SOS ci sono più comunità di tipo familiare o educativo e ciascun bambino vive in una casa SOS all'interno di un piccolo gruppo di bambini (max 10) e avendo relazioni stabili con gli adulti di riferimento.
L’Associazione si occupa anche di adozioni?
No, nei Villaggi SOS Italia non si pratica l’adozione ma l’affido temporaneo. I bambini accolti dai Villaggi SOS hanno una famiglia naturale e sono dichiarati dal Tribunale dei Minori “non adottabili”.
Come si diventa Soci?
Per diventare Soci di SOS Italia Villaggi dei Bambini occorre aver prestato attività di volontariato presso la Sezione Regionale Lombardia dell’Associazione.
Per ulteriori informazioni invia una lettera di richiesta all'Ufficio SOS di Milano, via Durazzo, 5 - 20134 Milano , indirizzata all’attenzione del Presidente.
Ricorda di inserire:
· il tuo nome e cognome
· la tua residenza
· il recapito telefonico
· il luogo e la data di nascita
· la professione
· il titolo di studio
· le attività di volontariato svolte presso l’Associazione
· una foto formato tessera
Come vengono usati i fondi raccolti per le adozioni a distanza?
Il 15% dei fondi viene utilizzato da SOS Villaggi dei Bambini per coprire i costi di gestione delle pratiche di adozione.
Tutto il resto dell’importo viene devoluto in favore del bambino o del Villaggio adottato tramite l'associazione internazionale.
Nel caso dell'adozione del bambino, la restante quota mensile viene quindi destinata alle necessità di accoglienza, alimentazione, salute e istruzione dello specifico bambino assegnato, e a provvedere alla Mamma SOS che lo cresce.
Ogni bambino viene sostenuto da un massimo di 10 sostenitori da tutto il mondo.
Nel caso dell'adozione del Villaggio, invece, il restante 85% della quota versata viene utilizzata per le necessità del Villaggio assegnato, quindi per il mantenimento e il miglioramento delle infrastrutture e del personale dedicato a seguire i bambini. Non ci sono limiti al numero di sostenitori che un villaggio può avere.
Come versare le quote per l'adozione a distanza?
- con un bonifico sul C/C bancario 033223330192
IBAN: IT 72 E032 4001 8140 3322 3330 192
Intestato a Associazione SOS Villaggi dei Bambini Onlus, presso Banca di Trento e Bolzano - Gruppo Intesa
Ricordiamo che se sei un cliente Banca Intesa, l’associazione beneficia dell’esenzione delle commissioni per l’ordinante, come da circolare Banca Intesa n. 599/2004 emessa in data 18/11/2004.
Tale clausola va ricordata in anticipo all’impiegato.
- con un versamento sul c/c postale n. 71780050 intestato a Associazione SOS Villaggi dei Bambini Onlus Adozioni a Distanza,
Via Hermann Gmeiner, 25 38100 Trento
BBAN (coordinate bancarie nazionali) N-07601-01800-000071780050
IBAN (coordinate bancarie internazionali) IT-70-N-07601-01800-000071780050.
- Tramite RID bancario scaricando il modulo apposito che andrà inviato firmato via posta o fax
- Online con carta di credito (è possibile donare subito il primo versamento della propria adozione a distanza direttamente a seguito della compilazione del form di attivazione)
Come fare una donazione libera?
- Online Tramite Carta di Credito o PostePay
- Donazione su C/C postale n.304386
IBAN: IT 14 B 07601 01800 000000304386
Intestato a Associazione SOS Villaggi dei Bambini Onlus, Via Hermann Gmeiner, 25 38100 Trento.
INDICANDO COME CAUSALE "WEB - PRO SOS"
- Donazione su C/C bancario n.000005555554
IBAN: IT 82 H 03240 01801 000005555554
Intestato a Associazione SOS Villaggi dei Bambini Onlus, Via Hermann Gmeiner, 25 38100 Trento.
INDICANDO COME CAUSALE "WEB - PRO SOS"
Come compilare il bollettino per le adozioni a distanza?
Clicca qui per vedere un esempio di bollettino compilato.
Come ottenere vantaggi fiscali con le mie donazioni e adozioni a distanza?
Ricorda che le tue donazioni a SOS Villaggi dei Bambini, in quanto Onlus - Organizzazione non lucrativa di utilità sociale - possono essere dedotte dal reddito.
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Ai sensi dell'art.13 Dgls n.460/97 e successiva legge 80/05 ogni donazione è fiscalmente deducibile dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato, e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui; oppure è possibile detrarre dall’imposta lorda il 19% dell’importo donato fino ad un massimo di 2.065,83 euro (art. 15, comma I lettera i-bis del D.P.R. 917/86).
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Per fruire dei benefici fiscali concessi dalla legge alle persone fisiche, è necessario conservare la relativa attestazione di donazione, ovvero la ricevuta di versamento nel caso di donazione con bollettino postale, l’estratto conto della banca in caso di bonifico e l’estratto conto della carta di credito emesso dalla società gestore.