La zona del Villaggio SOS è ora sotto il controllo delle truppe somale ed etiopiche. Ci sono comunque stati rapporti di saccheggiamenti nella zona e il Villaggio SOS è in allerta. Una delle criticità più grandi per SOS è che alle guardie del servizio di sicurezza non è permesso avere armi, per non essere scambiati per combattenti e costituire così un bersaglio.
Nel frattempo lo staff SOS ha iniziato a ripulire la parte dell’ospedale SOS distrutta dalle bombe, in particolare la sala maternità e la sala operatoria.
Una volta che queste aree saranno di nuovo agibili, l'ospedale potrà cominciare a lavorare almeno a regime parziale.
Non ci sono più trasporti pubblici.
Wilhelm Huber, Direttore Regionale SOS in Africa orientale, ha parlato con le sorelle della Consolata che hanno vissuto nel villaggio SOS per molti anni lavorando nell’ospedale, e che con riluttanza hanno lasciato Mogadiscio dopo l'omicidio di Suor Leonella della guardia del servizio di sicurezza a settembre dello scorso anno. Sono tornate a Nairobi due giorni fa dall'Italia e anche questa volta daranno il loro prezioso contributo all’Ospedale SOS di Mogadiscio, grazie ai contatti e all’appoggio della comunità locale.