Dall’età di otto mesi ho vissuto al Villaggio SOS di Tegucigalpa (Honduras): ero una bimba molto irrequieta e sono sempre riuscita in quello che mi proponevo. Ero felice tuttavia c’era un qualcosa che ancora mi mancava: ad ogni mio compleanno pregavo il Signore perché il mio desiderio diventasse realtà. Non mi sono mai stancata di domandare fino al giorno che questo mio desiderio si è avverato: avevo 10 anni.
E’ stato allora che ho conosciuto la persona che mi ha insegnato a lottare nella vita: il mio papà Claudio. Lui mi ha adottata a distanza quando avevo solo dieci anni e mi è sempre venuto a visitare al Villaggio SOS: io lo aspettavo con tanto affetto e felicità e, ancor oggi, continuo ad aspettarlo ogni volta che lui ritorna qui in Honduras. Com’è grande il Signore: non è un caso se io e lui compiamo gli anni lo stesso giorno: il 20 giugno!
Papà Claudio ha voluto rendermi parte integrante della sua famiglia e questa è per me una cosa molto importante che mi ha segnato profondamente.
La mia Madrina SOS, Ombretta, è per me quasi una mamma, una mamma esemplare e molto, molto affettuosa; mia sorella Sara sa trasmettermi forza e positività per andare avanti nella vita, mio fratello Marco è un giovane molto originale e la nonna Rosa, sempre preoccupata per tutti, è molto cara e piena di premure.
Durante la mia crescita al Villaggio SOS di Tegucigalpa le mie vittorie e le mie sconfitte determinanti le ho condivise con mio papà Claudio che mi è sempre stato vicino ed ancora oggi mi è accanto. Grazie al suo appoggio, morale ed economico, mi sono diplomata come maestra di scuola elementare, mi sono poi iscritta all’Università alla facoltà di ingegneria industriale. La mia laurea la dedico a lui con tutto il mio affetto: è grazie a lui che sono riuscita a raggiungere il mio obiettivo.
Questa è la quinta volta che ritorno in Italia e ogni volta è per me come se fosse la prima volta perché conosco sempre nuovi amici e nuovi luoghi che mi lasciano sbalordita.
Adesso lavoro con papà Claudio nella sua azienda: lui mi ha dato la possibilità di imparare e di studiare e posso aggiungere che lavorando al suo fianco ho imparato a vedere in ogni cosa l’aspetto positivo della vita e a lottare per raggiungere i miei obiettivi.
In questo mio racconto voglio farvi partecipi con tutto il mio cuore dei miei sentimenti per lui e la sua famiglia e spero che papà Claudio abbia la possibilità di leggerlo. Ora il mio desiderio maggiore nella vita è quello di riuscire ad essere come lui: una persona positiva e con tanta voglia di fare! Gli voglio bene con tutto il mio cuore e mai mi stancherò di ringraziare il Signore per avermi donato il miglior papà del mondo!
Inoltre voglio anche ringraziare i Villaggi SOS per l’aiuto e la formazione che mi hanno dato in tutti questi anni: grazie a questa istituzione ho avuto la possibilità di crescere tanto professionalmente che moralmente e di avere una meravigliosa famiglia SOS su cui poter contare sempre.