“ Lunedì 14 agosto 2006: una data che non scorderò mai.” Sono le parole di Wassim, 11 anni, riguardo al cessate il fuoco imposto dalle Nazioni Unite. Wassim è il figlio di un volontario SOS che insieme alla sua famiglia è stato costretto a fuggire e ora sta facendo ritorno a casa, nel sud del Libano.
20.000 case distrutte
Si stima che siano 20.000 le case distrutte in Libano durante la guerra, anche se Wassim e il suo amico Ayman sperano di ritrovare le loro case intatte, come pure le biciclette che hanno parcheggiato davanti a casa. I due ragazzi sono consapevoli delle pesanti distruzioni causate dalla guerra ma non vedono l’ora di tornare a casa.
Felici di tornare a casa
“ Sono così felice di tronare a casa, ma vorrei fare una foto con voi”, ci ha detto Wassim. “ Voglio far sapere a tutti che ho trovato degli amici qui al nord”.
Sebbene lo staff e i volontari SOS abbiano sofferto nel dire addio alle famiglie e ai bambini aiutati in questo periodo, ci hanno parlato di questo momento come uno dei più felici.
Zeina Allouche, direttrice dei Villaggi SOS in Libano, si preoccupa invece degli effetti psicologici devastanti procurati dalla guerra sulle vite delle persone e, in particole, dei bambini che hanno visto violati il loro diritto fondamentale alla sopravvivenza e alla protezione.
SOS Villaggi dei Bambini in Libano aiuta le famiglie sfollate
Durante la guerra in Medio Oriente, SOS Villaggi dei Bambini in Libano ha sostenuto le famiglie di sfollati come segue:
- il Villaggio SOS di Sferai, in coordinamento con Cartias, ha offerto riparo a 175 famiglie distribuendo latte per i bambini, cibo e fornendo assistenza medica per 252 bambini sotto i 5 anni.
- Il Villaggio SOS di Kferhay nel nord del Libano ha aiutato 40 famiglie con latte e vestiti per 162 bambini al di sotto dei 5 anni.
- Nel nord del Libano, SOS Villaggi dei Bambini ha procurato 200 materassi e pannolini per 80 famiglie, mentre altre 60 famiglie hanno ricevuto latte per 102 bambini al di sotto di 5 anni. Inoltre SOS ha sostenuto un gruppo di volontari locali nello sforzo di creare attività ricreative nella scuola pubblica per 80 bambini sfollati.