Speranza per i prossimi raccolti. Insicurezza e impraticabilità delle strade.
Migliaia di uomini, di fronte alle abbondanti piogge, non hanno desistito nel far ritorno ai loro villaggi. Da un lato la speranza per il raccolto futuro, dall’altra la rassicurazione che le loro mogli e i loro figli continueranno a essere curati e seguiti dal team medico di SOS Villaggi dei Bambini hanno donato loro forza e fiducia.
Allo stesso tempo, la chiusura dell’ospedale SOS a Mogadiscio ha causato il riversamento di ex pazienti dall’ospedale al campo rifugiati a 10 km dalla capitale, dove SOS Villaggi dei Bambini ha istallato il centro medico.
Solo nell’ultimo mese più di 4.000 persone hanno beneficiato delle cure offerte dalla clinica istallata nel campo, nonostante non sia in grado di fornire servizi specialistici che l'ospedale SOS ha fornito gratuitamente a circa 7.000 pazienti su base mensile, per oltre vent’anni.
A questo si aggiungono le difficoltà negli spostamenti, dovute in primo luogo all’insicurezza ancora presente nel paese, e in secondo luogo all’impraticabilità delle strade in seguito alle continue piogge.
Continuano, infatti, gli sforzi diplomatici per far riaprire l’ospedale e il Villaggio SOS, ormai chiusi da 3 settimane. La distribuzione di cibo prosegue nell’area meridionale della Somalia, controllata da Al-Shabaab, dove SOS Villaggi dei Bambini ha incrementato i servizi medici in risposta al dilagare del morbillo e all’alto rischio di contrarre diarrea in forma acuta.