«Non ho paura del futuro. Ogni giorno che passa trovo la forza necessaria per mantenere la speranza. Sono sicura che un giorno tutto andrà meglio e saremo in grado di vivere felicemente.
L’unica cosa che potrebbe farmi soffrire è quella di ritrovarmi sola, senza mio fratello e le mie sorelle. Il mio desiderio è quello di rimanere insieme e vivere insieme a dispetto di tutte le difficoltà che abbiamo».
Questo ha detto Diana mentre lavava i vestiti della sorella, uscita per andare a scuola.
La situazione della famiglia
Diana certo non desiderava assumersi tutte queste responsabilità a soli 22 anni.
Nel 2000 stava ancora frequentando la scuola secondaria, quando sua madre morì dopo una lunga malattia. Suo padre fu accusato di stregoneria e cacciato dal villaggio.
Riuscì a rifugiarsi in un paese vicino.
Da allora Diana è alla guida di una famiglia i cui figli hanno ancora bisogno dell’amore e del calore dei genitori. «I primi giorni furono veramente difficile, perché la situazione ci aveva colto di sorpresa.
Vivevamo felicemente tutti insieme con mamma e papà, ed entrambi sono scomparsi nello stesso momento. Eravamo ancora in lutto per la morte della mamma, quando mio padre dovette nascondersi all’estero, cacciato dal villaggio per ragioni cui ancora oggi stentiamo a credere.
Per noi è stato davvero complicato, e io non ero preparata a sostenere il ruolo di genitore. Piangevo tutti i giorni, chiedendomi incessantemente come avremmo fatto a tirare avanti».
«La prima cosa che feci – ha aggiunto Diana – fu abbandonare la scuola per poter prendermi cura meglio di mio fratello e delle mie sorelle. Fu anche necessario trovare una fonte di reddito che mi permettesse di guadagnare del denaro per nutrirli, comprare medicine nel caso si fossero ammalati, comprare la cancelleria per la scuola e pagare le spese scolastiche. Tutto questo mi spaventava perché sapevo che, se anche avessi trovato un lavoro, non avrei comunque guadagnato abbastanza denaro per coprire tutte queste necessità. Avevo davvero paura del futuro».
L’aiuto del Villaggio SOS
Il Villaggio SOS assiste Diana attraverso il programma di rafforzamento familiare.
La sua famiglia fu tra le prime ad essere individuate e a essere parte del programma nel 2004, quando iniziarono le attività del programma in Togo. Diana e i suoi fratelli ricevono regolarmente ogni mese un pacco con sapone e generi alimentari: riso, fagioli, mais, olio, sale, zucchero, pesce.
I bambini ricevono tutta la cancelleria di cui hanno bisogno per i loro studi, e le rette scolastiche sono interamente pagate dal programma. Quando si ammalano vengono curati gratuitamente. Ogni tanto Diana è assistita da uno psicologo che gli dà consigli utili su come affrontare le responsabilità.
«Il primo giorno che sono venuta in contatto con Villaggi dei Bambini SOS ho creduto che difficilmente avrei ricevuto tutto ciò che mi era stato promesso – dice ancora Diana –Pensavo fossero solo parole, perché molte persone erano venute a visitarci e ci avevano fatto più o meno le stesse promesse, ma nessuno aveva mantenuto la parola. Sono molto felice per l’aiuto che mi è stato dato fino ad ora.
E’ un aiuto prezioso. Grazie al programma di rafforzamento familiare, potrò frequentare un centro di formazione e imparare il data processing».
Prospettive promettenti
Il tempo è passato, Diana è divenuta più matura e la vita della sua famiglia è migliorata.
La sorella più giovane, Anne, frequenta la scuola secondaria vicino al Villaggio SOS di Kara. Anne ama il francese, l’inglese e la matematica. Dopo gli studi vorrebbe diventare avvocato.
Gli altri due fratelli non vanno più a scuola: il ragazzo si occupa di piccoli commerci, la ragazza impara cucito in un centro di formazione non lontano da casa. Vivono tutti e quattro nella casa dei loro genitori, che spesso viene riparata con l’aiuto del programma.
«Ho sempre pensato che il successo di una famiglia stia prima di tutto nella sua unità – ha concluso Diana –. Una famiglia unita supera gli ostacoli facilmente, succeda quel che succeda. Quando una famiglia è disgregata, invece, tutto diventa difficile ed il futuro di ciascuno è in pericolo».
Per questioni di privacy abbiamo modificato i nomi delle persone nominate nel testo