Il
20 novembre 1989 le Nazioni Unite hanno ratificato la Convenzione sui
Diritti del Fanciullo. Da allora questa data segna la
Giornata Mondiale per il per i Diritti del Fanciullo.
SOS Villaggi dei Bambini sostiene i diritti dei bambini fin dalla sua costituzione, da oltre 60 anni, e chiede che le questioni che riguardano i loro diritti siano prese in considerazione durante le decisioni politiche.

La Convenzione sui Diritti del Fanciullo, ratificata da quasi tutti gli Stati del mondo, si scontra con la realtà delle condizioni di vita e delle prospettive per il futuro delle nuove generazioni.
Solo nei Paesi industrializzati circa 3500 bambini muoiono ogni anno a causa di abusi e mancanza di cure. In soli 16 Stati è esplicitamente proibito l’utilizzo della forza fisica come mezzo di disciplina sui bambini. Oltre 200 milioni di bambini devono lavorare e 1,2 milioni sono vittime del traffico di persone. Milioni di bambini muoiono a causa della guerra, di malattie curabili e di povertà.
I collaboratori SOS si confrontano ogni giorno con le conseguenze di questi problemi. Soprattutto con gli effetti dell’abbandono, degli abusi, delle esperienze di divorzio, di violenza. Con la perdita della famiglia. I bambini possono liberarsi degli effetti distruttivi di queste situazioni solo gradualmente, ricevendo molto amore e cure, con un intenso lavoro relazionale e con la terapia.
Ci sono bambini il cui
destino è soggetto a fattori esterni – guerre, disastri e discriminazioni. In questo caso spesso è possibile solo lavorare a posteriori, per esempio con
programmi d’emergenza. Nessuna carta dei diritti mostra gli effetti della guerra, del vedere il proprio Paese sconfitto, dello sfruttamento dei bambini e delle conseguenze in età adulta.
Danni mentali e psichici sono conseguenza diretta della sistematica violazione dei
diritti fondamentali dei bambini.
Questo è dimostrato dalla correlazione diretta tra fattori esterni (politici, economici e sociali) e la stabilità interna delle famiglie.
Coloro che si trovano in posizione di decidere in campo politico ed economico sono chiamati ad agire per il sostegno alle famiglie e per la protezione dei bambini.
Insieme ad altre associazioni non governative, SOS Villaggi dei Bambini fa pressioni per il rispetto degli interessi e dei bisogni dei bambini. Le organizzazioni a sostegno dei bambini hanno la responsabilità di dare loro voce il più possibile. Hanno il dovere di insistere affinché siano fissati standard che permettano ai bambini di vivere in condizioni migliori. Questo è solo uno nei modi per restituire ai bambini i loro diritti.
Un altro modo è evitare di considerarli vittime, dipendenti dagli adulti. Ocorre rendere i bambini attori sociali in grado di fare sentire la propria voce, di imporre dei limiti, rivendicare il diritto alla protezione e chiedere aiuto.
SOS Villaggi dei Bambini è parte di questo processo a tutti i livelli: lo sono le Mamme SOS, i direttori dei villaggi, lo staff di supporto educativo, i direttori delle scuole e degli asili…Si tratta di sviluppare opinioni, creare consapevolezza e costruire una rete di sicurezza per i bambini aiutati da SOS Villaggi dei Bambini.
Nello sviluppo di linee guida per la protezione dei bambini lavoriamo anche con altre associazioni non governative come l’UNICEF o Save the Children. SOS è inoltre parte del movimento “Keeping Children Safe”, che ha sviluppato metodi e materiali per fornire agli adulti informazioni sulla protezione dei bambini.
La partecipazione dei bambini in Bangladesh
E’ particolarmente importante per i bambini prendere parte alle decisioni che riguardano la loro vita nei Villaggi SOS. In Bangladesh per esempio bambini e giovani sono presenti a tutti gli incontri dello staff. Nei gruppi di lavoro sulla protezione dei bambini è diventato chiaro che è necessario spiegare ai giovani i loro diritti con un linguaggio che possano comprendere.

Bisognerebbe anche spiegare loro gli abusi a cui possono essere soggetti, non solo da parte di adulti, ma anche da parte di altri bambini. Questp è stato fra gli argomenti dell'incontro per giovani adulti, in cui hanno partecipato diciotto ragazzi che stanno conquistando con difficoltà la loro indipendenza. Alcuni degli argomenti affrontati: la loro esperienza nelle famiglie SOS, il rapporto tra ragazzi e ragazze, l’approccio al mondo del lavoro e questioni legate al matrimonio.
Un telefono amico per i bambini del Kenya
SOS Villaggi dei Bambini Kenia si è occupato dei diritti e della protezione dei bambini per anni. I membri dello staff per esempio firmano un codice di condotta che li impegna a parlare ai bambini dei loro diritti e a spiegare a chi si possono rivolgere se hanno dei problemi. Per lo staff sono stati organizzati gruppi di lavoro per approfondire i diritti dei bambini, la prevenzione degli abusi e come rendere i bambini più forti.
Un telefono amico per i bambini permette ai bambini in Kenya di parlare dei loro problemi ad ogni ora, in maniera anonima e gratuita. Si stima che una ragazza su tre e un ragazzo su cinque sotto i 18 anni subiscano abusi sessuali. SOS Villaggi dei bambini, in cooperazione con ministeri, autorità e con la compagnia telefonica nazionale Telkom ha istituito questo telefono amico, che fa parte della Childline International, associazione internazionale di linee telefoniche amiche dei bambini.
Il Consiglio dei Bambini a Betlemme
Un'altra iniziativa a proposito di diritti dei bambini e di loro diretto coinvolgimento ha preso il via grazie al Villaggio SOS di Betlemme nella West Bank.

E' stato eletto un consiglio dei bambini. Nove bambini e ragazzi sopra i dodici anni rappresentano i loro coetanei nella fase di pianificazione all’interno del villaggio e fanno da ponte tra i bambini e lo staff (soprattutto con le mamme SOS). Gli obiettivi sono la condivisione di responsabilità, il rispetto reciproco, la risoluzione dei conflitti e la democrazia all’interno della piccola comunità.
L’intero processo di nomina, elezione e preparazione dei piccoli rappresentanti è stata organizzata in cooperazione con la Commissione Indipendente Palestinese per i Diritti del Cittadino e con la sezione palestinese della Defence for Children International. Si è svolto anche un incontro con il governatore di Betlemme sui temi della democrazia e della responsabilità del governo verso la popolazione. Il giorno dell’elezione tutto il Villaggio SOS (tutti i bambini sopra gli otto anni, la mamme SOS e lo staff) sono andati alle urne per votare.
A Betlemme si spera che l’iniziativa permetta ai bambini di comunicare con maggiore efficacia i loro interessi grazie ai loro rappresentanti. Si spera che bambini e giovani possano intervenire nelle questioni che influenzano direttamente la loro vita. Il rapporto tra bambini ed educatori potrà allora diventare uno scambio costruttivo: un micro-progetto politico democratico per bambini e adulti
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