Sconfiggi gli effetti sociali dell'AIDS con un'adozione a distanza!
Lo slogan in voga quest’anno “Stop all’Aids. Mantieni la promessa” esorta chi ha potere decisionale in politica ad intensificare ulteriormente gli sforzi nella prevenzione, nella terapia, nella cura e negli interventi per debellare l’AIDS.
Nel discorso per la Giornata Mondiale per la lotta contro l’Aids del 2005, il Segretario Generale dell’ONU, Kofi Annan, chiarisce che il successo della lotta contro la diffusione dell’Aids è essenziale per raggiungere tutti gli altri obiettivi di sviluppo (ONU Obiettivi di Sviluppo del Millennio). Molti settori nella lotta all’AIDS hanno sperimentato buoni risultati di sviluppo durante gli anni passati; tuttavia, solo questo non sarà sufficiente a produrre un reale cambiamento nel contesto del globale problema dell’Aids.
I programmi di assistenza sociale dell’Associazione SOS Villaggi dei Bambini si focalizzano principalmente nell’aiutare i bambini e i ragazzi il cui futuro è in pericolo a causa delle conseguenze dell’HIV/Aids.
Le principali aree d’azione dei programmi SOS sono:
- tutto il Sud Africa,
- le regioni centrali e occidentali dell’Africa,
- la parte Est dell’Africa
- alcuni paesi dell’Europa dell’Est.
In totale, l’Associazione SOS Villaggi dei Bambini sostiene in Africa circa 23.500 bambini e ragazzi, in qualche modo danneggiati dall’Aids.
Il numero dei programmi di assistenza sociale e i Centri Sociali SOS che organizzano aiuti sta crescendo costantemente. Attualmente, ci sono 57 Centri Sociali SOS e programmi di assistenza sociale che lavorano per i bambini colpiti dall’Aids nel continente africano. Per la fine del 2007 si prevede che il numero di progetti e dei centri aumenti di 21.
Ci sono anche progetti contro l’Aids per bambini, ragazzi e le loro famiglie in Estonia e Ucraina e numerose strutture SOS in ogni parte del mondo (scuole, centri di formazione professionale, centri medici) sono attivamente impegnati nella diffusione delle informazioni sull’Aids. Nella maggior parte dei casi lavorano in collaborazione con altre organizzazioni di soccorso, con iniziative locali e con le autorità.
La mancanza di risorse sufficienti e la discriminazione delle vittime dell’HIV/Aids rappresentano ancora uno dei problemi più significativi. Ciò coinvolge non solo le persone che sono HIV positive ma anche i bambini che hanno perso i loro genitori a causa dell’Aids.
In molti casi, i tabù culturali non sono l’unica questione da affrontare. L’accesso alle cure e all’educazione sonospesso insufficienti, condizioni che alimentano il circolo vizioso della povertà e perciò il rischio d’infezione dell’HIV/Aids dovuto alla mancanza d’informazioni e ad altri fattori che sono conseguenza della povertà.
“I miei genitori sono morti entrambi di Aids in sei mesi. Non c’era speranza di continuare la scuola quell’anno dato che non c’era nessuno che poteva pagare le mie tasse scolastiche”, dice Moussa* dal Niger (14 anni). Ahmadou*, rimasto anche lui orfano di entrambi i genitori a causa dell’Aids: “Volevo andare a scuola o fare l’apprendistato; ho provato per cinque anni, ma era impossibile”.
Una delle prime conseguenze per i bambini che hanno perso i loro genitori, è che non possono più andare a scuola. E’ qui che subentrano i programmi di rafforzamento della famiglia organizzati SOS. Come Moussa e Ahmadou, migliaia di ragazzi avranno l’opportunità di andare ancora a scuola; le tasse scolastiche vengono pagate da SOS e i bambini ricevono libri, materiale educativo ed uniformi scolastiche.
Il programma SOS a Niamey è cominciato nel marzo 2005. Da anni vengono organizzati anche altri programmi, come, per esempio, in Sud Africa che, con un tasso d’infezione dell’11% sulla popolazione totale, tristemente detiene il primato nelle statistiche sulla diffusione dell’Aids. Ciascuno dei sette Villaggi SOS in Sud Africa dispone anche di un Centro Sociale che fornisce consulenza, assistenza medica, asili per bambini, comunità lavorative sociali di base focalizzate sul problema dell’Aids. Sono in costruzione altri centri, che si focalizzeranno soprattutto sulla necessità di autosufficienza all’interno delle comunità.
I Villaggi SOS a Pietermaritzburg (provincia di Kwaulu Natal) e a Città del Capo, che sostengono con i loro programmi di rafforzamento familiare migliaia di ragazzi, hanno programmato speciali campagne ed eventi per la Giornata Mondiale per la lotta contro l’Aids, per evidenziare la necessità di portare avanti una decisa azione sia a livello della popolazione rurale sia a livello dei responsabili direttivi, per fermare la devastazione globale dell’Aids. A KwaZulu Natal SOS organizza numerose campagne per aumentare la consapevolezza riguardo al destino dei bambini colpiti dall’Aids e quello delle loro famiglie. A Città del Capo invece SOS mette in evidenza la creazione di contatti tra le diverse ONG e CBO (Community Based Organisations). Queste organizzazioni offrono ogni genere di servizio d’assistenza sociale alle comunità colpite e coordinano i loro sforzi.
L’Associazione SOS Villaggi dei Bambini sostiene direttamente i bambini e le loro famiglie con programmi di assistenza sociale. Ci sono molti casi in cui uno o entrambi i genitori sono morti, o sono rimasti solo i nonni ad occuparsi dei bambini, o i bambini e i loro fratelli e sorelle devono provvedere autonomamente a se stessi. SOS assicura sia assistenza scolastica e l’opportunità di formarsi professionalmente su servizi di base (assistenza medica, risorse finanziarie, questioni legali).
“Una volta alla settimana visitiamo le famiglie per verificare se i bambini hanno mangiato in modo adeguato, hanno frequentato regolarmente le lezioni scolastiche e se i membri HIV positivi di queste famiglie prendono i medicinali”, spiega il coordinatore del programma SOS di rafforzamento famigliare in Niger, Rufaï Hadiara, descrivendo il loro lavoro giornaliero che è simile a quello di molti altri paesi.
SOS monitora costantemente la domanda di assistenza contro l’Aids a Niamey, Niger. Oltre all’assistenza diretta dei bambini, le donne che hanno perso i loro mariti a causa dell’Aids possono partecipare a corsi di formazione che permettono loro di rendersi autonome e provvedere alle loro famiglie. L’organizzazione si fa carico dei costi per le medicine e le terapie anti-retrovirali per le persone HIV positive e offre trattamenti gratuiti in un ospedale che collabora strettamente con SOS. Oltre a ciò verrà creato, in collaborazione con EU, un centro medico per la comunità.
I collaboratori del Centro Sociale SOS di Bindura, Zimbawe, mettono in evidenza un altro aspetto della questione HIV/Aids. Oltre al sostegno generale offerto a queste persone colpite dall’HIV/Aids, il centro offre anche ai ragazzi una consulenza per superare il dolore del lutto. In molte comunità, morire d’Aids è “quasi normale” e fa parte della vita quotidiana, sia i bambini che gli adulti sono diventati “immuni” al sentimento di perdita e di dolore; questi sentimenti si manifestano abitualmente in modi differenti nell’arco della vita.
Kudzai Mazemwa, del Centro Sociale SOS, passa molte ore della settimana organizzando riunioni di gruppo dove, applicando diverse tecniche, lascia esprimere i sentimenti e aiuta i partecipanti a riconoscere il loro dolore. In media 50 ragazzi che vivono nelle vicinanze partecipano ogni sabato alle riunioni dove si discute della perdita dei propri cari: di papà, delle mamme, delle sorelle o dei fratelli utilizzando il teatro, lo sport, la pittura o altre tecniche. Un altro modo per affrontare e sopportare il dolore è far scrivere ai bambini una lettera alla persona che è stata persa per sempre: questo aiuta il bambino a dire addio nel caso in cui non fosse stato possibile.
Il bambino può anche usare questo mezzo di comunicazione per descrivere come lui/lei si sente da quando è morta una persona cara. Esiste anche una nuova importante iniziativa del Centro Sociale e Medico SOS di Nairobi, Kenia. Quest’anno è stato creato il “Rifugio d’amore”, che è uno spazio protetto per i bambini colpiti dall’HIV/Aids e per i bambini HIV positivi dai 3 ai 14 anni. Gli studi dimostrano che l’aspettativa di vita dei bambini HIV positivi aumenta con un’adeguata assistenza psicologica.
Ciò comprende anche un’opportuna informazione circa la loro malattia che molti genitori evitano di portare avanti per paura che i loro figli possano soffrire a causa del possibile rifiuto. Il “Rifugio d’amore” propone terapie di gioco, attività esterne, programmi nutrizionali, giornate famigliari, attività per figli e genitori, seminari informativi per bambini e molto altro. Oltre ai bambini HIV positivi, i bambini i cui genitori o fratelli e sorelle hanno contratto il virus dell’Aids rappresentano il secondo gruppo d’azione.
Uno degli obiettivi principali raggiunti dal “Rifugio d’amore”, da tutti i programmi di rafforzamento famigliare organizzati dall’Associazione SOS Villaggi dei bambini nelle aree di prevenzione dell’HIV/Aids, dalle consulenze, i servizi di assistenza e cura, è di aiutare i bambini ad affrontare la malattia nel loro contesto famigliare e offrire loro stabilità emotiva.
L’Associazione SOS Villaggi dei bambini organizza progetti di assistenza sociale, Centri Sociali e Medici SOS, per i bambini colpiti dall’HIV/Aids e per le loro famiglie in Sud Africa, Botswana, Zimbawe, Zambia, Tanzania, Malawi, Mozambico, Kenia, Niger, Benin, Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Costa d’Avorio, Etiopia, Ghana, Lesotho, Namibia, Nigeria, Rwanda, Swaziland, Togo, Uganda, Ucraina ed Estonia, tra le altre. la fine di quest’anno vedrà 27000 tra bambini eragazzi ricevere assitenza nel contesto di queste attività.
*Per la policy dell’Associazione SOS Villaggi dei Bambini in materia di protezione del bambino i nomi sono stati cambiati dagli editori.