
Una bambina del Villaggio SOS di Gulu
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La vita a Gulu, la città centro dell’insurrezione, sta tornando lentamente alla normalità.
Solo tre anni fa era pericoloso vivere nei dintorni di Gulu per i frequenti attacchi dell’LRA ai villaggi di quest’area: attacchi atroci che prevedevano uccisioni, mutilazioni, rapimenti.
L’unico posto sicuro in quegli anni era il centro di Gulu, che divenne un paradiso sicuro per migliaia di bambini che arrivavano per trascorrere appositamente la notte in città, dormendo sui pavimenti, alle fermate degli autobus, nelle chiese o negli ospedali.
Poi le organizzazioni non governative hanno notato l’enorme esodo e hanno provveduto a fornire tende, biancheria e cibo per questi piccoli ospiti notturni. I bambini tornavano a casa, in relativa sicurezza la mattina presto, per continuare la loro vita, finchè la notte, una volta ancora, avrebbe portato pericoli e allora sarebbero tornati per riposare in sicurezza nel centro città.
Oggi i segni di pace sono ovunque sia a Gulu sia nei dintorni. Gli operatori umanitari sono presenti in gran numero. Molti di questi operano a Gulu per brevi periodi, come gli studenti della Canadian Concordia University che stanno lavorando con SOS Villaggi dei Bambini.

I bambini del Villaggio SOS di Gulu, pronti per la scuola
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Molti bambini ora dormono a casa
E’ dai dettagli che si capisce come la situazione sia cambiata: un padre va prendere a scuola i suoi figli, le donne piantano i semi aspettando la pioggia, la musica pervade case e negozi.
Ma il fattore che rende Gulu una città diversa rispetto a 3 anni fa è il numero di “piccoli ospiti” notturni: le statistiche ufficiali mostrano come nel 2004 oltre 22.000 bambini si riversavano a Gulu nella notte, nel dicembre 2006 il numero era calato a 1.350. Questo significa che molti bambini oggi possono dormire a casa in sicurezza.
Ma nel nord Uganda non c’è ancora pace.
Il processo di pace è avvitato ma l’LRA resta nella foresta e minaccia di ricominciare le ostilità. Attualmente l’LRA sarebbe lontano da Gulu, ma che cosa succederà nel lungo periodo?
Charles Kiyimba, direttore del Villaggio SOS di Gulu, che accoglie oltre 100 bambini, molti dei quali vittime della guerra ed ex prigionieri, crede che l'unico modo per porre fine all’insicurezza sia continuare il processo di pace. “Crediamo profondamente, come tutta la gente dell’Uganda, che l’unico modo per porre fine alla violenza e all’insicurezza portare avanti il processo di pace,„ ha affermato, aggiungendo che solo l'anno scorso con l'inizio dei colloqui di pace l'Uganda del Nord “ha cominciato realizzare una relativa pace.”
Kiyimba ha continuato: “Se i due partiti della guerra non raggiungono conclusioni stabili, ci sono probabilità che sacche di ribelli sparsi dappertutto nell’Uganda del nord, ricorrano ancora a combattimenti, rapimenti di bambini,furti di cibo e uccisioni.„

Centro Sociale di Gulu: programma di rafforzamento famigliare
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Per il villaggio SOS di Gulu, la ripresa delle ostilità condurrebbe ad un aumento del numero dei bambini orfani, con bisogno di cure.
Sarebbe inoltre sotto pressione anche il programma di rafforzamento famigliare portato avanti dal Centro Sociale SOS di Gulu: ci sarebbe poca libertà di muoversi e il programma, che si svolge nelle aree rurali, dove SOS insegna ai ragazzi come coltivare verdure e badare alle oche, ne risentirebbe. Anche la collaborazione con la Concordia University del Canada dovrebbe finire per forza.
Nessuno vuole tornare a quei giorni bui, ma nessuno è ancora totalmente sicuro che la pace possa continuare nonostante gli interventi umanitari internazionali