Negli ultimi due anni Selma ha trascorso le sue giornate a casa. Martha, sua madre, non poteva permettersi di mandarla a scuola e riusciva appena a trovare qualcosa da mangiare per la sua famiglia. Era troppo spesso malata e, poi, impegnata con la sua bimba di otto mesi.
La mamma di Selma doveva crescere le due bambine da sola: il padre di Selma se n’era andato quando lei era nata e il padre della sua sorellina aveva abbandonato la famiglia prima che Martha partorisse. Vivendo molto lontano da qualsiasi parente Martha poteva contare solo su se stessa.
Di recente Martha è arrivata con la sua bambina più piccola al Centro Medico SOS di Monrovia. La clinica lavora in cooperazione con il Centro Sociale SOS, collocato nello stesso edificio al piano superiore.
Un assistente sociale del centro studia più a fondo il caso di Martha.
“La bimba era malnutrita, Selma non era iscritta a nessuna scuola, la madre, che necessitava anche lei assistenza medica, ci stava supplicando di ammettere Selma al Villaggio SOS di Monrovia per sollevarla dal “peso” che Selma costituiva per lei”, spiega Annie, l’assistente sociale ora incaricata di seguire la famiglia. “Abbiamo dovuto inserire immediatamente Martha e le bambine nel nostro programma di rafforzamento”, aggiunge.
Con il supporto del programma di rafforzamento familiare, la famiglia ha riacquistato il sorriso e la speranza. Finora la famiglia, oltre al sostegno medico che le fornisce il Centro Medico SOS di Monrovia, riceve un pacco di cibo ogni mese che include del alimenti ad hoc per la più piccola.
“Questo è davvero d’aiuto” dice Martha “perché io non ho quasi più latte”.
Anche Selma è molto felice perché potrà iscriversi a scuola il prossimo semestre ed avere una vita come quella delle altre bambine di sette anni.
La sua nuova cartella sta appesa nella loro casa da una sola stanza, portando colore sul muro di cemento grigio. Quando le chiediamo come passa le sue giornate Selma spiega che aiuta sua madre. “Spazzo il pavimento della nostra stanza, aiuto ad andare a prendere l’acqua e lavo i vestiti della mia sorellina” dice con poco entusiasmo.
Ma a parte quello, cosa fa una ragazzina che non va a scuola? Non è possibile che spenda tutte le sue giornate a fare i mestieri…“Beh, quando ho finito con questo – spiega Selma – esco a giocare coi miei amici. Il mio gioco preferito è la ‘Lappa’” aggiunge.
“Per giocare a ‘Lappa’ ci servono i sandali di molti bambini,” spiega Selma con entusiasmo. “Ma anche se molti bambini ti prestano i loro sandali solo tre bambini alla volta possono giocare. Gli altri aspettano il loro turno.”
E come si gioca?
“Prima di iniziare davvero a giocare si radunano tutti i sandali e li si mescola in un cartone che sta per terra. Due bambini si lanciano una piccola palla e il terzo, che sta tra i due, deve prenderla.”