«Eccomi di nuovo qui – ha detto Kutin –. Oggi, come allora, questo piccolo paese non è segnato nelle carte stradali. Invece, dovrebbe essere evidenziato proprio per questa presenza storica. Non dobbiamo dimenticare – ha aggiunto – che di aiuto c’è bisogno anche nelle zone più sviluppate. La povertà dell’Occidente è nascosta e silenziosa, ma richiede comunque il nostro impegno».
La giornata di sabato ha ospitato l’assemblea dei soci di tutti i Villaggi SOS d’Italia, dalla quale è emersa una strategia di maggior supporto alla prevenzione dell’abbandono. Dopo l’assemblea, Helmut Kutin ed Enrico Mazzini (presidente di SOS Italia) hanno incontrato alcuni giornalisti. Il pomeriggio è proseguito con la visita alla collezione d’arte contemporanea del Fai, ospitata a Villa Panza (Biumo Superiore, Va) e presentata dal conte Giuseppe Panza di Biumo, la cui famiglia è da sempre sostenitrice di SOS Italia.
Domenica, invece, il villaggio ha aperto le porte al pubblico, la cui affluenza ha superato ogni più rosea aspettativa. Circa trecento persone, infatti, hanno sfidato il maltempo pur di scoprire come si vive e si lavora nella struttura di Morosolo, che in due decenni di attività ha aiutato oltre 300 ragazzi.
La giornata è cominciata con la celebrazione della messa, cui è seguito il pranzo in condivisione. Il pomeriggio è volato via con musica e giochi per le tante persone che hanno voluto festeggiare questo gioioso e importante compleanno.