Un Boeing 730 della compagnia Hewa Bora si è schiantato in fase di decollo sul quartiere di Birere a Goma, capoluogo del Nord-Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo. A bordo dell’aereo, da poco inserito nella «lista nera» della Commissione Europea, erano presenti operatori umanitari. Tra questi, due missionari italiani – i saveriani padre Pierfrancesco Agostinis e padre Pietro Rinaldi – e la direttrice di SOS Villaggi dei Bambini DR Congo, Marthe Kangene, che sono sopravvissuti al disastro.
Ricoverata in ospedale, la direttrice è sotto choc ma non è ferita in modo grave. Marthe Kangene dirige SOS Villaggi dei Bambini nel paese dalla metà degli anni ’90, e guida gli interventi SOS a favore delle comunità locali in un contesto continuamente segnato da episodi bellici.
SOS Villaggi dei Bambini in Congo
L’organizzazione è presente nella Repubblica Democratica del Congo dal 1987, quando il Paese era noto ancora come Zaire. In quell’anno, in seguito alla rivolta che porta alla destituzione di Mobutu Sese Seko e all’ascesa al potere di Laurent Kabila, SOS Villaggi dei Bambini sigla con il governo un accordo per operare a sostegno delle comunità locali.
Nel 1988 cominciano i lavori del Villaggio SOS di Bukavu, sulle sponde del lago Kivu, che si concludono nel 1989. Costituito da 12 Case Famiglia, può ospitare fino a 150 bambini. Sulla stessa area del Villaggio SOS sorgono anche un Asilo SOS e una Scuola Elementare SOS, che garantiscono assistenza e istruzione a oltre 550 bambini. Nel giugno del 1997 è stato costruito un Centro Medico SOS per fornire un’efficiente assistenza medica alle persone e aumentare le misure di prevenzione a livello locale. Da quando ha aperto, ha curato oltre 880 pazienti ogni mese. A Bukavu è operativa anche una Casa del Giovane SOS, per ragazzi e ragazze.