Adama non ha inziato felicemente la sua vita. Abbandonata dal padre prima ancora che nascesse e abbandonata dalla madre molto piccola, l’odissea di Adama è terminata a casa di alcuni parenti prima che trovasse una nuova famiglia nel Villaggio SOS di Socoura nel 2004.
Le gravi difficoltà che hanno caratterizzato la sua prima infanzia hanno avuto un effetto devastante sul suo sviluppo, ma sia Adama sia la comunità del Villaggio SOS ce la stanno mettendo tutta per migliorare la situazione.
I problemi di Adama sono iniziati quando suo padre, un lavoratore di una fabbrica di zucchero, ha lasciato sua moglie in cerca d’avventura mentre era incinta di Adama.
Adama è venuta alla luce un giorno di settembre 1997 nella città di Markala a Sud del Mali, ma non le è stato concesso di passare molto tempo con sua madre,che , provata psicologicamente l’ha abbandonata, scomparendo.
Un’infanzia spesa tra funerali
Dopo la morte della madre, Adama ha trovato accoglienza a casa di alcuni parenti, finchè una zia paterna l’ha presa a vivere con sé.
La zia muore però nel 2001, solo 5 anni più tardi. Adama trova una sistemazione dalla nonna, che muore nel 2003.
Ancora una volta Adama è stata accolta da una zia. Purtroppo però la zia viene cacciata di casa dal marito con suo figlio: secondo credenze tradizionali africane, il marito accusava Adama di essere una “figlia del demonio”,. Torvandosi di fronte all’evidenza del divorzio, la donna prende contatti con il Centro di Placement Famigliare, dove Adama approda nel novembre del 2003.
Chiari segni di negligenza
Sbalzata da un parente all’altro con evidenti limitazioni nel prendersi cura di lei, Adama presenta chiari segni di ritardo nel suo sviluppo. La bambina ha un considerevole ritardo mentale. Ha ora 9 anni ma ne dimostra 5.
Quando Adama è arrivata al Villagigo SOS era solita rannicchiarsi a terra e stare in questa posizione per ore. La sua mamma SOS Genevieve ricorda “ non era in grado di fare nulla. Le sue braccia erano molli come dei panni.” E non diceva una parola.
Genevieve, desiderosa di prendere Adama sotto la sua ala fin dal primo momento, e tutto lo staff del Villaggio hanno avuto un bel da fare per starle dietro, le hanno deidcato molte amorevoli cure e pazienza.
Coprire i bisogni di base...ma non solo
“Genevieve sta facendo un gran bel lavoro con Adama” dice Tapo Kadiatou, un’assistente sociale che opera nel villaggio. E la mamma SOS aggiunge: “ All’inizio le ho insegnato come lavarsi, compito abbastanza difficile con altri 9 bambini a cui badare. Poi siamo passati ala fase 2: vestirsi da sola. Avevamo escogitato una specie di gioco per cui io iniziavo l’opera di vestizione con un gesto e poi lei proseguiva da sola. Adesso Adama si veste da sola e si allaccia perfino le scarpe.”
Un altro arduo compito pr lo staff del Villaggio era – ed è ancora- la capacità di Adama di parlare.
“Gli esami medici sono ok, dicono che la corde vocali di Adama non sono danneggiate. Qui a Mopti non abbiamo sfortunatamente terapisti del linguaggio o psicologi del lingiaggio” ci dice Genevieve Così lo staff del Villaggio fa del suo meglio per stimolare Adama a parlare.
In compenso però SOS Villagi dei Bambini le ha offerto il miglior corso di sviluppo del linguaggio disponibile ad Mopti e frequenta il corso 3 volte a settimana.
Sulla via della piena integrazione sociale
Lentamente Adama è uscita dal guscio. Per prima cosa ha provato a se stessa di capire le parole. “ ora reagisce quando la chiamo e quando le dico qualcosa e agisce di conseguenza. Capisce quello che diciamo” ci dice Genevieve con soddisfazione.
Poi ha iniziato a interagire di più con Genevieve, la sua mamma SOS e con i suoi nuovi fratelli e sorelle. Inizialmente a gesti. Poi ha iniziato ad andare a scuola.
“ ora Adama è integrata, gioca con i suoi compagni, anche se ha ancora parecchie difficoltà a parlare e si arrabbia moltissimo quando le persone non riescono a capirla” ci racconta l’assitente sociale “ E’ così triste vedere che non riesce a parlare. Lei vorrebbe perfino cantare. Emete suoni acuti e sprofonda nel dolore profondo quando sente gli altri bambini cantare.” Aggiunge Genevieve.
In ogni caso Genevieve pensa che la vita di Adama sia miglirata considerevolmente negli ultimi 2 anni: “ oggi Adama si diverte. Ama gli altri bambini. Ama andare a scuola. E hai i suoi sogni per il futuro.”
Genevieve è molto concentrata sui bisogni della sua bambina: “La mia unica speranza è che Adama un giorno possa parlare come gli altri, cosìcchè possa avere la sua normale vita nella società. Io e gli altri bambini che vivono con lei ci impegnamo ogni giorno ad insegnarle a parlare. E non ci diamo per vinti. Continuiamo a stimolarla” Ora Adama ha raggiunto un traguardo stupendo che premia i suoi sforzi: Ora sa dire mamma e papà! E cerca di pronunciare i nomi dei suoi nuovi fratelli e sorelle.
Per motivi di privacy i nomi della bambina e della mamma SOS sono stati modificati