David ha 17 anni ed è una delle tante vittima delle violenze scoppiate in Kenya dopo le elezioni all’inizio di quest’anno. Viene da Mount Elgon, una regione occidentale del Kenya, da sempre insanguinata da continui scontri etnici. Dopo la morte della madre, David, ancora molto piccolo, è andato a vivere da una zia. Per sfuggire alle continue violenze, si sono però ben presto trasferiti a Kibera, uno dei più grandi sobborghi di Nairobi. La zia poi è ritornata a Mount Elgon e ha lasciato David da solo, sopravvissuto per miracolo all’incendio della sua casa.
David ha quindi trovato rifugio presso la Fiera Jamhuri di Nairobi, che veniva utilizzata come campo profughi temporaneo, e da lì è stato portato dalla Croce Rossa del Kenia al Villaggio SOS di Nairobi. Ora vive con gli altri ragazzi SOS nella Casa del Giovane SOS.
La più grande aspirazione: diventare un atleta
Nonostante queste difficoltà, David sta facendo del suo meglio per raggiungere il suo sogno di diventare atleta professionista. E’ un forte corridore sulle lunghe distanze (viene da una regione che ha avuto molti atleti) e si sveglia presto ogni mattina per correre per almeno un’ora. Il suo idolo è Paul Tergat, corridore keniota e campione del mondo.
La passione di David è davvero molto forte. “Prima che lasciassi la mia casa – racconta – un vecchio atleta si era interessato a me e mi aveva aiutato ad allenarmi. Ma purtroppo ci siamo persi di vista quando sono iniziate le violenze”.
Incoraggiato dai collaboratori SOS
I collaboratori SOS hanno cercato di mettere in contatto David con l’Associazione Mathare Youth Sports (MYSA – un’associazione nata nei sobborghi di Mathare che incoraggia l’autonomia dei giovani attraverso lo sport) affinché possa continuare ad allenarsi, ma al momento, anche per MYSA stessa, è difficile operare a causa della violenza nell’area di Mathare. Tutti lo incoraggiano comunque a mantenersi allenato.
David si trova molto bene nel Villaggio SOS, ma ritiene che sia una casa temporanea e più di tutto vorrebbe tornare ad una vita normale. “La guerra è una brutta cosa. – dice - Mi ha obbligato ad abbandonare la casa dei miei avi che è il Mount Elgon per cercare rifugio a Nairobi. Coloro che possono fermare le violenze dovrebbero farlo e portare la pace in modo che si possa vivere senza paure. In questo momento non so nulla del mio futuro. Non so nulla sulla situazione di mia zia. Non so cosa ne sarà di me”.