
Lo staff SOS distribuisce cibo e altri beni a Guadalupe, Perù
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Precisamente, le aree del disastro sono quelle di Cañete (regione di Lima) e Chincha, Pisco e Ica (regione di Ica). Queste ultime sono anche le città più colpite; inoltre sono state colpiti diversi villaggi a Lima, la capitale, e a Huancavelica city, nel sud-est del Paese.
Il processo di ricostruzione è già cominciato. Macchinari pesanti sono nelle strade per rimuovere le macerie, rivelando uno scenario devastante. A Pisco, per esempio, in un isolato di dieci case solo tre o parti di esse sono ancora in piedi. Il resto è crollato al suolo. Le persone girano per le strade chiedendosi «perché?». Confuso e depresso, un uomo di mezza età esprime la propria frustrazione: «Abbiamo perso tutto: la nostra casa, i nostri parenti e il desiderio di andare avanti… Mi chiedo cos’altro ci aspetti». L’uomo ha perso anche un caro amico che gestiva un’attività di service elettronico nel centro di Pisco: l’edificio del negozio è crollato, distruggendo tutto.
La situazione
Al momento, alcuni dei più essenziali servizi non sono ancora approntati. In migliaia a Pisco, Chincha e Ica non hanno un tetto o pareti per proteggersi dal vento, dal sole o dall’intenso freddo serale. Si continua a dormire all’aperto, e il numero dei bambini con malanni respiratori continua a crescere.
Gli aiuti umanitari sono giunti, ma non a tutte le aree a causa dell’alto numero di villaggi colpiti: il 70% delle case nelle tre città più disastrate è crollato. A Sunampe, nella città di Chincha, l’unico aiuto è quello di SOS Villaggi dei Bambini. L’area è costituita da sei villaggi, estesi su circa 3 chilometri. Come a Sunampe, anche in altri quartieri di Pisco, Cincha e Ica c’è urgente bisogno di almeno tre cose: un riparo, dell’acqua e un pasto al giorno.
«Per favore, potete dare a mio nipote il pacchetto con la colazione? Ha cinque anni», chiede disperata un’anziana signora ad un gruppo di volontari SOS che ha sistemato un campo tende nell’area di Guadalupe (Ica). SOS Villaggi dei Bambini opera in questa zona dal 17 agosto, distribuendo ogni giorno colazioni a oltre 500 bambini. Il numero di chi ha meno di dieci anni, tuttavia, è troppo alto. Così una volontaria prende il proprio sacchetto con la colazione, chiama la donna e le dice: «Signora, qui c’è il cibo per il suo bambino».

Una bambina con il cibo ricevuto dallo staff SOS a Guadalupe, Perù
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L’aiuto di SOS Villaggi dei Bambini
Al momento, quasi 800 famiglie e circa 1100 bambini sono aiutati con la fornitura di tende, acqua, pasti giornalieri e vestiti. A Pisco l’aiuto è implementato nei quartieri di Las Palmeras, Santa Cruz e Nueva Juventud; a Chincha, nella comunità di Sunampe; a Ica, nel distretto di Guadalupe.
SOS Villaggi dei Bambini, inoltre, ha progettato un programma di rafforzamento familiare a lungo termine, che superando la stretta emergenza intende prevenire la disgregazione delle famiglie per tutto il tempo che risulterà necessario. Il programma, che si avvale del supporto della municipalità, sarà operativo nei prossimi giorni.