L’ospedale SOS di Mogadiscio è stato riaperto sabato scorso (12 maggio) dopo una chiusura di quasi tre settimane dovuta ai pesanti combattimenti tra le truppe alleate (forze filogovernative e truppe etiopi) e le milizie ribelli. Malgrado i combattimenti siano cessati due settimane fa, le successive manovre degli alleati hanno impedito alle persone di muoversi liberamente nell’area, determinando la chiusura dell’ospedale, che garantisce servizi gratuiti alle donne e ai bambini somali. L’abbandono dell’area da parte degli alleati ne ha consentito la riapertura: due medici, sette ostetriche, cinque infermiere e altri membri di supporto allo staff sono tornati al lavoro.
Wilhelm Huber, direttore di SOS Villaggi dei Bambini per l’Africa Orientale, ha detto: «Questi sviluppi ci fanno molto piacere poiché confermano quanto l’esperienza ci abbia già insegnato e cioè che non appena la situazione si sarebbe normalizzata, i membri di SOS avrebbero ripreso il loro lavoro. Ovvero garantire servizi sanitari alle donne e ai bambini della Somalia».
Nel contempo, tutti i giovani e le famiglie SOS sono tornati in sicurezza al villaggio, situato nei pressi dell’ospedale. Huber ha aggiunto di essere molto compiaciuto per come i team di Mogadiscio e Nairobi hanno gestito la crisi, analizzando bene tutte le informazioni e pianificando a dovere; il direttore li ha anche lodati per il modo in cui hanno mantenuto i contatti con lo staff, i giovani e le famiglie SOS durante la crisi, e per come si sono adattati velocemente al rapido mutamento delle circostanze.
«Adesso aspettiamo che la comunità internazionale ritorni a Mogadiscio», ha proseguito Huber. «Una volta che la maggior parte delle Ong sarà tornata in città, penseremo a riportare al villaggio le tre sorelle italiane dell’Ordine delle Consolate (volontarie permanenti nella capitale somala), perché possano continuare il loro lavoro umanitario. Sono pronte a partire in ogni istante; sul loro esempio, dobbiamo avere il coraggio di andare avanti».
Durante i pesanti combattimenti a Mogadiscio, alla fine dello scorso Aprile, furono colpiti parte del Villaggio SOS e un reparto dell’ospedale pieno di feriti. Huber ha dichiarato che il danno al villaggio è riparabile, mentre non lo è l’l’altro: per la sicurezza collettiva, quindi, il reparto sarà presto demolito.