Adotta un bambino a distanza con SOS
E’ passato molto tempo da quando Rijad, uno spaventato bambino di 11 anni, arrivò alla casa famiglia della mamma SOS Indira. Oggi, dopo 9 anni passati nel Villaggio SOS in Bosnia Herzegovina, tutti quelli che conoscono il giovane sono orgogliosi di lui. Quando la madre di Rijad morì, suo padre, un modesto giornalaio con un amore infinito per i suoi figli, dovette prendere la decisione più difficile della sua vita, cosciente del fatto che lui da solo non poteva offrire ai suoi figli un ambiente familiare stabile, si rivolse al Villaggio SOS di Gracanica.
Per Rijad non fu facile adattarsi alla nuova vita, aveva difficoltà ad accettare l’ambiente urbano, la sua nuova famiglia e il modo di vivere. Inoltre, pochi giorni dopo il suo arrivo, per il piccolo pel di carota iniziò un nuovo anno scolastico. Presto i suoi eccellenti risultati scolastici cominciarono a peggiorare, quindi per la sua mamma SOS iniziarono le preoccupazioni.
Indira offrì a Rijad e ai suoi fratelli l’amore e l’affetto incondizionati di cui necessitavano. Nel suo impegno per creare un ambiente familiare accogliente e sicuro sì è trasformata nel pilastro della famiglia e in un grande appoggio per Rijad. Il giovane accettò Indira e la riconobbe come sua figura materna di riferimento, iniziò a sforzarsi in tutto quello che intraprendeva e i risultati cominciarono ad arrivare.
Scoprendo la sua vocazione
Dopo aver finito la scuola primaria Rijad si diplomò alla scuola di formazione professionale per vigili nella vicina città di Tuzla e si trasferì alla Casa del Giovane SOS del luogo. Sua madre gli aveva suggerito, nel tempo libero, di dedicarsi ad alcune attività extrascolastiche. Seguendo questo consiglio Rijad iniziò a frequentare lezioni di recitazione, si appassionò al mondo delle radio e partecipò con regolarità a gare ciclistiche a livello locale.
Fin da subito Rijad iniziò ad ottenere diplomi, trofei e medaglie dalle diverse competizioni per radioamatori e di gare ciclistiche. Nonostante ciò recitare iniziò ad essere la sua passione più grande, specialmente dopo essere entrato a far parte dell’Associazione giovanile di Tuzla, che aveva un proprio gruppo teatrale. Dopo il suo primo ruolo in una rappresentazione, si rese conto che la sua reale vocazione era recitare.
Il suo sogno diventa realtà
Molto prima del ballo di fine corso e della cerimonia di diploma dell’istituto, Rijad aveva già iniziato a prepararsi per l’esame d’ammissione all’Accademia d’Arte Drammatica di Sarajevo. Rijad era cosciente dei rigidi criteri di selezione e della grande richiesta da parte di molti giovani aspiranti attori.
Per l’esame Rijad provò per molti giorni una scena del film “Il cerchio perfetto” del regista bosniaco Ademir Kenovic, che racconta la tragica storia di un poeta e due bambini orfani sopravvissuti all’orrore della guerra a Sarajevo. “La prima volta che vidi questo film mi affascinò”. L’Accademia apprezzò la mia interpretazione”, commenta Rijad, e aggiunge di essersi subito reso conto di avere impressionato il comitato d’esame.
E infatti fu così. Alcuni giorni dopo l’esame una telefonata gli confermò che era stato accettato all’Accademia, il suo sogno si era realizzato, ciò che però ancora non sapeva è che era tra gli eletti: solo 8 ragazzi in tutto il paese!
Tra i migliori di Tuzla
Rijad non aveva ancora finito di esultare quando il Municipio di Tuzla lo nominò “Il giovane di maggior successo dell’anno 2007”. Durante la cerimonia di consegna dei premi tutta la famiglia SOS di Rijad, seduta in prima fila, lo applaudì a più non posso e continuò a gridare il suo nome. “I miei fratelli e sorelle prepararono striscioni con il mio nome”, ricorda Rijad. Per Indira, la sua mamma SOS, fu uno dei momenti di maggior orgoglio della sua vita.
Rijad è ottimista ed entusiasta. Lo appassionano i suoi studi ma, come lui stesso conclude con un sorriso, “Mi rende più felice vedere che i miei fratelli e sorelle più piccoli mi vedano come un modello da seguire e si sforzino nei loro studi perché anche loro un giorno possano trasformare i loro sogni in realtà”