Invece la Somalia rimane un paese tormentato, continuo teatro di scontri tra bande rivali. SOS Villaggi dei Bambini prosegue la sua attività nonostante tutto, convivendo con il pericolo così come ha fatto nel corso di tutta la guerra civile.
“Nel Villaggio vivono 64 bambini e 32 giovani, distribuiti in 10 case famiglia SOS e 2 Case del Giovane. Nell’ultimo anno 9 delle 10 case sono state restaurate”, racconta Luisa Vittone, italo-keniota coordinatrice dei progetti SOS nel Corno d’Africa, venuta a Milano per testimoniare alla conferenza stampa della campagna online “6 villaggi per il 2006” ciò che SOS Villaggi dei Bambini può realizzare in loco grazie alle donazioni italiane.
“I bambini che arrivano al Villaggio sono tutti soli, orfani o abbandonati, con delle storie molto pesanti alle spalle”. Luisa è sul posto, vede questi bambini e mentre ne parla si legge nei suoi occhi la tristezza di queste drammatiche situazioni che per lei hanno tutte un nome, un volto, una storia.
“Sono bambini spesso abusati, maltrattati, usati come merce di scambio o che hanno magari vissuto per strada da soli. Bambini difficili da trattare perché si portano dietro negli anni il loro profondo dolore, incapaci spesso di esprimerlo.
Nel Villaggio le persone a loro più vicine, le mamme SOS, a volte si trovano proprio in difficoltà nell’occuparsi di loro giorno dopo giorno. Per questa ragione nell’ultimo anno abbiamo avviato un programma specifico di training per le mamme SOS, un corso gestito da personale competente per imparare ad affrontare e gestire il trauma dei bambini, per aiutarli a comunicarlo e riuscire a voltare pagina”.
Scuola infermieri e ospedale SOS di Mogadiscio
L’anno scorso, più o meno in questo periodo, SOS Villaggi dei Bambini aveva inviato una lettera a tutti i donatori SOS, in cui chiedeva di partecipare alla costruzione di una scuola infermieri a Mogadiscio.
Era un percorso iniziato già nel 2004, che si doveva concludere nel 2005. Visto il costo importante dell’operazione, che ammontava a circa 355.000,00 Euro, SOS aveva ipotizzato di condividere la costruzione della scuola infermieri con SOS Germania Villaggi dei Bambini (Hermann Gmeiner Fonds), nonostante avesse già inviato in loco un contributo 2004 del valore di 179.000,00 Euro.
Ebbene, la bella notizia è che, grazie alla vostra adesione, unita al contributo importante del Comitato Volontari SOS di Pavia, abbiamo potuto sostenere interamente la realizzazione di questo fantastico progetto. Grazie, grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno aiutato. Il 2005 è stato un anno cruciale per la Scuola Infermieri SOS. Dopo tre anni di studi il primo gruppo di 13 infermieri della comunità, 3 di questi ragazzi SOS, ha terminato il ciclo formativo ottenendo il diploma. Gli esami finali sono stati preparati e monitorati dall’ufficio della WHO (organizzazione mondiale della sanità) per la Somalia nel giugno del 2005 ed i diplomi sono stati riconosciuti dal Consiglio Infermieristico Internazionale e da WHO.
Un grande traguardo per la Scuola Infermieri SOS e per tutta la Somalia, che non aveva scuole di questo tipo funzionali e riconosciute dallo scoppio della guerra civile nel 1991. Alcuni diplomati hanno deciso di continuare per un ulteriore anno di formazione nel centro infermieristico locale, mentre un altro gruppo di 24 studenti è stato ammesso alla Scuola per Infermieri dopo un esame di accesso scritto e orale. WHO Somalia, un grande sostenitore della scuola infermieri, ha donato computer e materiale didattico, mentre un tutor infermieristico di AMREF Olanda ha fornito una borsa di studio per frequentare un corso annuale di sanità pubblica.
La scuola infermieri sta anche aumentando il suo ruolo nel portare avanti analisi e studi di documentazioni attinenti alla sanità pubblica e all’area medica.
Quest’anno gli studenti più anziani hanno intrapreso uno studio sullo status nutrizionale delle donne e dei bambini a Mogadiscio e stanno preparando per la fine dell’anno, un rapporto delle attività.
In una delle aree più povere di Mogadiscio è inoltre attivo un nuovo servizio: un team di 5 membri della scuola infermieri si occupa infatti di visite “a domicilio”: una volta alla settimana nel distretto di Karan gli infermieri si occupano di somministrare kit per immunizzazione, di diffondere l’educazione alla salute, servizi di assistenza sanitaria di base, insegnamenti di base di igiene e sanità. 104 donne con fistole che nel corso degli anni hanno subito sofferenze terribili e isolamento sociale, sono state operate con successo nel corso dell’anno 2005.
Essendo un programma sanitario pilota, la scuola sta valutando le possibilità di replicare il programma nelle altre aree circostanti a Mogadiscio. Il sistema sanitario del paese rimane in condizioni disastrose. I pochi medici operativi sul territorio lavorano in condizioni limite, con gravi problemi igienici e sono sovraffollati di pazienti. Con l’ospedale Pediatrico e ginecologico di Mogadiscio, SOS Villaggi dei Bambini ha contribuito significativamente alla salute, e alla vita, di molti somali.
Ahmed Ibrahim è il responsabile della clinica di emergenza SOS a Mogadiscio “Ho iniziato a collaborare con SOS nel 1996; ho sempre realmente apprezzato quello che SOS ha fatto per la comunità somala”. Ahmed si riferisce al fatto che durante la guerra civile, a differenza di molte altre organizzazioni non governative
SOS è rimasta a Mogadiscio a supportare la comunità. “Eravamo l’unica organizzazione a lavorare qui”, continua,“portavamo le medicine da Nairobi con un piccolo aereo. L’ospedale iniziò la sua attività completamente da zero. Non c’era governo, nessuno con cui parlare e per ben 14 anni SOS ha continuato a provvedere alla comunità in queste condizioni di precarietà. L’ospedale è un punto di riferimento per i somali. Oggi assistiamo 200.000 pazienti ogni giorno in programmi che includono un’unità pediatrica, una di emergenza, una clinica mamma/bambino e un servizio di immunizzazione”.