Sud Sudan 

SOS Villaggi dei Bambini avvia spazi per l’infanzia e accoglie bambini senza cure  

Malakal, 6 luglio 2012. A circa un anno dalla dichiarazione di indipendenza del paese, la situazione rimane ancora critica. Il flusso di mille rifugiati al giorno, in un contesto in cui mancano ripari, acqua potabile e cibo, si somma alle migliaia di persone ancora da rimpatriare da Khartoum.

Dopo l’avvio dei centri temporanei SOS a Juba e Malakal, i mesi di maggio e giugno sono serviti allo staff di SOS Villaggi dei Bambini per formare gli educatori responsabili degli spazi dedicati ai bambini, su temi quali la tutela dei minori, la nutrizione e l'igiene. Vicino al centro di transito UNHCR di Malakal, dedicato ai rimpatriati che arrivano da Renk, lo staff SOS ha avviato il primo spazio dedicato all’infanzia, che attualmente è frequentato da 110 bambini. Alcuni di questi hanno i genitori al centro di transito, altri sono stati separati dalle loro famiglie e per loro sono state avviate le procedure per rintracciare i genitori e riunificarli. Nel frattempo, i bambini privi di cure accolti nel Villaggio SOS di Malakal in seguito al rimpatrio, saranno ospitati nelle Case famiglia SOS e nella Casa del giovane SOS, a seconda della loro età, come previsto nel programma di emergenza. “Il futuro è ancora imprevedibile.

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) prevede di rimpatriare altre 42.000 persone da Khartoum a Malakal nei prossimi mesi” afferma Zamzam Kome, Responsabile del Programma di Emergenza SOS in Sudan. “L’accordo d'intesa firmato tra Sudan e Sud Sudan per i bambini separati dalle famiglie è scaduto il 30 giugno 2012, ma ci auguriamo che venga prorogato al 31 dicembre, dando il tempo sufficiente per offrire accoglienza a tutti i bambini non accompagnati a sud. Noi di SOS Villaggi dei Bambini siamo pronti a sostenerli e prenderci cura di loro” conclude Zamzam Kome.