Quali sono i bisogni più urgenti dei bambini nelle aree colpite dal terremoto?
Non c’è esperienza nel coordinamento nei soccorsi nell’area, per questo ci sono ancora molte zone dove gli aiuti non sono ancora arrivati. Molti dei bambini che hanno perso i genitori stanno ancora passando le notti alla diaccio, sotto la pioggia.
Anche la distribuzione di cibo è difficoltosa, in particolare nelle zone più remote.
In molte aree la popolazione non è in grado di bruciare i morti: in alcuni villaggi, i corpi dei morti sono ammassati nelle chiese o nelle case comunitarie e l’odore sta diventando insopportabile.
SOS Villaggi dei Bambini sta aiutando i bambini che hanno perso tutto e che hanno bisogno di cibo e di altri beni di prima necessità.
Oggi siamo in grado di aiutare ulteriormente, perché abbiamo più volontari che lavorano con noi. Abbiamo stabilito 5 punti di aiuto attraverso i quali procuriamo cibo alla popolazione locale e offriamo attività psico terapeutiche ai bambini per superare il trama. Abbiamo dato loro fogli e colori per disegnare, il nostro staff organizza attività ludiche e abbiamo distribuito anche i libri.
Questo tipo di attività è indispensabile per aiutare i bambini a dimenticare ciò che è successo.
Che tipo di sfide deve affrontare SOS Villaggi dei Bambini nella gestione dell’emergenza?
Il terremoto ha colpito una vasta parte del paese. Vorremmo poter aiutare le persone di tutta l’area ma sfortunatamente non abbiamo personale a sufficienza; oltretutto stiamo ricevendo telefonate di aiuto da luoghi lontanissimi da noi, che sappiamo essere particolarmente impervie…ma non riusciamo ad aiutare tutti!
Cercare di aiutare più persone è la nostra sfida.
Molte di queste zone sono davvero difficili da raggiungere. Le strade principali sono percorribili abbanstanza agevolmente, ma le strade secondarie sono un disastro.
Molte di queste zone remote sono isole e spesso non sappiamo nepure se ci sono vittime
C’è stato lo tsunami e ora un devastante terremoto. Come potrà farcela il paese?
Il coordinamento nazionale disastri non è moltoefficiente. In alcune aree non c’è alcun coordinamento. Alle persone e alle organizzazioni che vogliono aiutare viene detto semplicemente di andare in loco e aiutare. Non c’è una mappatura degli aiuti. Molte zone non hanno ricevuto ancora nessun aiuto
Ci dica qualcosa in più sui giovani SOS che stanno aiutando nell’emergenza
Ci sono 15 giovani SOS che sono subito accorsi per dar euna mano nell’emergenza: stanno studiando a Yogyakarta, che è una città studentesca. Il terremotoha colpito la zona di Semarang, dove nelle immediate vicinanze sorge il Villaggio SOS: così stiamo mobilitando anche i giovani SOS di quell’area. I ragazzi stanno facendo un ottimo lavoro.
Cos’altro ci può dire?
Non si sa ancora quanti bambini hanno perso i genitori a seguito del terremoto. Stiamo lavorando per raccogliere dati e informazioni. La raccolta dati è compito del ministero del welfare, ma anche noi stiamo raccogliendo i nostri dati. Le nostre squadre di soccorso infatti lavorano direttamente sul campo, parlano alla popolazione e in questo modo raccolgono informazioni e dati utili sui bambini.
Attualmente in uno di questi villaggi, la nostra squadra insieme alla comunità locale sta cercando un bambino di un mese: suo padre è morto nel terremoto e sua madre è stata gravemente ferita. Il bambino è scomparso e nessuno sa cosa gli sia accaduto.