La Squadra di Emergenza SOS, formata anche da personale medico, continua a cercare i bambini soli o che hanno perso la famiglia durante il terremoto. Le squadre cercano anche le donne vedove, rimaste le uniche responsabili dei loro bambini. L’area di ricerca è quella di Muzaffarabat, negli ospedali da campo o in sistemazioni di fortuna. I bambini e le donne, trasportati nel centro di Emergenza SOS di Rawalpindi/Islamabad, ricevono cure, cibo, assistenza medica e sostegno psicologico.
I bambini feriti vengono trasportati in aereo, mentre i bambini che necessitano aiuto ma non riportavano lesioni fisiche sono portati al campo di emegenza SOS di Rawalpindi/Islamabad con veicoli SOS. I bambini sono sempre accompagnati da personale infermieristico, che ritorna immediatamente a Muzaffarabat per continuare l’assistenza agli altri bambini.
Al Centro di Emergenza SOS di Rawalpindi/Islamabad, due insegnanti portano avanti attività ludico terapeutiche per i bambini, con sessioni di disegno, pittura e gioco. “ La priorità al momento è assicurare ai bambini cure e sostegno” ha affermato Safia Awan, Vice Presidente dei Villaggi SOS in Pakistan, che ora coordina l’organizzazione degli aiuti per i sopravvissuti.
La maggior parte dei bambini portati al Centro di Emergenza SOS di Rawalpindi/Islamabad hanno perso i genitori durante il terremoto che ha devastato il nord del Pakistan e l’India.SOS farà ogni sforzo possibile per ricongiungere questi bambini alla loro famiglia in senso allargato, assicurandosi che la famiglia abbia i mezzi e le risorse per la cura dei bambini.
Nei casi in cui il ricongiungimento non fosse possibile i Villaggi SOS si prenderanno cura di loro a lungo termine. Secondo l’esperienza accumulata da SOS nelle emergenze, come per esempio lo Tsunami, per il ricongiungimento famigliare possono trascorrere da tre a cinque mesi.
Poiché il processo di riunificazione famigliare e’ complesso, i Villaggi SOS assicurano a tutti i bambini la ripresa delle attività scolastiche. L’istruzione in aree colpite dalle calamita’ naturali è considerata indispensabile per garantire la ripresa della “normalità”, oltre ad essere un modo per migliorare il tenore di vita di questi bambini che vivono in paesi molto poveri.
“Ho trascorso qualche tempo con l’esercito pakistano (…) fanno un lavoro meraviglioso nelle operazioni di salvataggio. Ma adesso è il tempo per la pianificazione, per la pianificazione a lungo termine, abbiamo bisogno di sostanza, di metodi, di procedimenti. Abbiamo bisogno di avere standard definiti. Questo è ciò su cui il Governo deve lavorare” ha aggiunto Safia Awan
I Villaggi SOS operano in Pakistan dal 1975 con 7 Villaggi SOS, 6 Case del Giovane, 7 Scuole SOS, 4 Centri di Formazione professionale, 4 Centri Sociali SOS e 2 Centri Medici.