Il ciclone che sta colpendo la zona a sud dell’India sembra non diminuire mai.
Con la formazione di nuove depressioni nella Baia del Bengala, l’intera regione sta subendo la furia di grandi acquazzoni e alcune città della costa – inclusa Chennai – stanno subendo inondazioni violente ed aggressive. Le vittime della catastrofe dello tsunami sono di nuovo e seriamente in pericolo.
Già l’8 novembre alcune aree hanno registrato più di 25 cm di pioggia. Forti piogge e violente inondazioni hanno recato danno alla normale vita lungo le coste. Anche il trasporto aereo, stradale e ferroviario sono stati fortemente compromessi.
Più di 100 persone sono morte in pochi giorni.
Le famiglie maggiormente sono caratterizzate da lavoratori saltuari, contadini e pescatori, avvertiti di non andare per mare. Il distretto di Cuddalore è stato soggetto all’acquazzone più forte e molte aree sono inondate.
A Puthupettai, nel distretto di Collector, SOS India assiste e fornisce soccorso alle persone che stanno vivendo nei rifugi temporanei. Dalla catastrofe dello tsunami, più di 125 famiglie stanno vivendo in ripari di fortuna mentre SOS sta ricostruendo le loro case.
Dal 7 novembre SOS India sta distribuendo beni primari come cibo, latte per i bambini, candele per illuminare e quant’altro può essere utile in questa situazione di crisi. La corrente elettrica è stata bloccata quando i pali della corrente sono caduti a causa dei forti venti. Il ponte che collega Nagapattinam con il resto della provincia è stato spazzato via dalle piogge incessanti e dall’inondazione.
Attualmente, Nagapattinam è totalmente isolata dal resto del mondo. I mezzi di collegamento ordinari con Nagapattiman non esistono più. Oggi lo staff di SOS India cercherà di raggiungere Nagapattinam da un’altra strada, con approvvigionamenti di cibo, a condizione che esistano altre strade.
A Karaikal la situazione è simile a quella di Cuddalore.
I rifugi temporanei ad Akkampettai sono inondati e SOS India si sta organizzando per la distribuzione del cibo. Come a Cuddalore, SOS si sta anche impegnando a ricostruire le case e sta fornendo un sostegno su larga scala alle famiglie di Akkampettai colpite dallo tsunami. In queste aree è stato lanciato un allarme di terzo grado che rende virtualmente impossibile uscire di casa e avventurarsi soli in mare.
Proprio quando la gente stava cercando di recuperare una certa “normalità” e di ricostruire le proprie vite dopo lo tsunami, il ciclone li ha colpiti: questo significa che non ci sarà possibilità di pescare e non ci sarà cibo fino alla fine delle piogge.