Oksana è stata trovata l’inverno passato ad una fermata dell’autobus a Brovary, una città vicino a Kiev, la capitale dell’Ucraina. La sua madre biologica l’aveva abbandonata. “Era un inverno molto fredddo, con temperature fino a -30°C. Per fortuna, delle persone l’hanno aiutata e portata all’ospedale" ricorda Natasha, la sua mamma SOS.
Unite dal destino
Il destino ha portato anche Natasha allo stesso ospedale, ed è così che si sono incontrate. “Poiché il Villaggio SOS di Brovary era ancora in costruzione e ancora non accoglievamo bambini per problemi burocratici, eravamo andati a dare una mano in pediatria, dove gli orfani minori di tre anni vengono ricoverati in un reparto isolato”, spiega Natasha (secondo le leggi ucraine non si possono accogliere negli orfanotrofi bambini minori di tre anni).
"Nell’ospedale non c’erano abbastanza infermiere, solo una per dieci bambini. Oksana era chiaramente la preferita da tutti e, mentre viveva lì, si è abituata ad essere il centro dell’attenzione. Ce ne siamo resi conto fin dall’inizio”, commenta Natasha.
La relazione è iniziata lentamente, ma, attraverso piccoli gesti, è cresciuta. “Spesso facevamo passeggiate insieme, siamo diventate amiche e ora è mia figlia. E’ con me da luglio e la nostra relazione è meravigliosa!"
Il "Borsch": un ottimo indicatore di sviluppo
Non è stato facile all’inizio, ma Oksana faceva progressi. All’inizio tendeva ad attaccarsi alla sua nuova mamma. Aveva paura del rumore e degli estranei, non riusciva ad addormentarsi senza che Natasha le tenesse la mano. Non le piaceva la zuppa. Neanche il “borsh”, la zuppa tradizionale ucraina che è il piatto più diffuso in tutto il paese.
Ma ora Oksana adora il “borsh” come qualsiasi altro ucraino e Natasha è sollevata: “Ora lo mangia, sono io che non posso vedere il suo faccino coperto di zuppa! E’ sempre stata molto gentile e sensibile, e negli ultimi mesi, è diventata più forte, allegra, vivace e intelligente”.
La musica, il disegno, le passeggiate e le chiaccherate
Secondo la sua mamma SOS, Oksana adora la musica, cantare e ballare. Le piace molto anche disegnare e osservare come disegnano gli altri. Oksana è una bambina chiacchierona.
La sua quotidianità è molto tranquilla, e Oksana ha proprio bisogno di una vita normale. Si svegliano, fanno colazione, giocano e fanno una passeggiata. “Adesso sono io che mi stanco per prima. Quando mi siedo su una panchina, lei continua a saltare contenta”, racconta Natasha.
La famiglia cresce
Non c’è nessun dubbio: Oksana, nonostante abbia solo tre anni, è molto sveglia. Quando vede in un libro la foto di un uomo, una donna e un bambino dice: “Anche Oksana ha una mamma!”. E quando il figlio biologico di Natasha passa a trovarla e gioca con lei, Oksana esclama: “Oksana ha anche un fratello!”