“La notte dell’alluvione è stata terribile: all’ospedale della città in cui ero ricoverato tutti i medici ed i pazienti sono scappati quando le acque del fiume Kosi hanno cominciato ad allagare la struttura. Nella mia stanza c’erano altri 4 pazienti con problemi motori, ma sconvolti dalla paura e nell’impeto della fuga, nessuno è venuto ad aiutarci. L’acqua ha riempito presto la nostra corsia e abbiamo cercato con tutte le nostre forze di scappare in qualche modo, trascinandoci per il buio dei corridoi.” Jagdish Sharma, di 82 anni ricorda così la notte in cui il fiume in piena ha colpito la città di Murlingani, nello stato di Bihar. L’anziano è rimasto senza cure per giorni, vagando per le strade allagate senza vestiti puliti, cibo o acqua potabile. Soltanto il settimo giorno Jagdish ha incontrato una barca con dei soccorritori, che lo hanno finalmente portato in salvo. “Avevo già perso la speranza quando ho incontrato i soccorsi quel mattino. Ero stanco, ma urlai con tutta la mia voce per richiamare la loro attenzione e fortunatamente mi avvistarono, facendomi salire sull’imbarcazione”.
Nei giorni successivi Jagdish è rimasto in un campo di soccorso governativo, dove la sua drammatica malattia non poteva essere seguita con tutte le necessarie cure: un ragazzo si è fortunatamente accorto delle condizioni dell’anziano e lo ha portato al centro di emergenza SOS. Un collaboratore SOS racconta: “I medici gli hanno proposto di accoglierlo in ospedale, ma Jagdish si rifiuta di andare via. Desidera rimanere al campo SOS fino a quando l’acqua si sarà ritirata, per poi tornare al suo villaggio”.

La situazione di Jagdish Sharma è stata mostrata anche alla TV locale, ma fino ad oggi nessuno dei familiari ha ancora contattato il pover’uomo. Essendo un lebbroso, Jagdish è stato probabilmente abbandonato dai membri della sua famiglia.
SOS Villaggi dei Bambini ha organizzato due campi di soccorso a Purnia, uno dei luoghi più duramente colpiti dall’alluvione nello stato indiano di Bihar. Questi campi possono provvedere ai bisogni di 2000 persone sfollate, con ripari adeguati, grandi spazi vitali ed attrezzature sanitarie.
Sono oltre 257.000 le persone scampate all’alluvione che si sono rifugiate nei 313 campi gestiti dallo stato indiano e secondo le stime governative questi campi di soccorso dovranno mantenersi attivi per almeno altri sei mesi, poiché i lavori di riparazione e ricostruzione di argini ed abitazioni richiederanno molto tempo.