Corno d’Africa: dall’emergenza al recupero 

SOS Villaggi dei Bambini ha aiutato più di 100.000 persone.

La siccità che ha colpito il Corno d’Africa e che, secondo i dati Onu, ha coinvolto più di 12 milioni di persone, è terminata. SOS Villaggi dei Bambini, presente in Africa dell’Est da 40 anni, ha avviato un programma di emergenza in Somalia, nelle aree di Mogadiscio e Baidoa, a Marsabit nella parte settentrionale del Kenia e a Gode, nel Sud dell’Etiopia.

In Etiopia, a Gode, dove SOS Villaggi dei Bambini ha aiutato più di 13.000 persone. 4.774 bambini sotto i 5 anni di età sono stati curati attraverso un programma di terapia alimentare e l’ultima distribuzione di cibo avverrà a giugno. Sono stati forniti asini e carretti a 100 famiglie per migliorare l'accesso all'acqua potabile e pulita. È stata ultimata anche la ristrutturazione delle case per 71 famiglie.

A Marsabit, in Kenia, SOS Villaggi dei Bambini ha raggiunto 14.956 persone e il programma di distribuzione di cibo presso le famiglie in difficoltà e nelle scuole si sta concludendo.
Dal luglio 2011 SOS Villaggi dei Bambini ha soccorso in Somalia oltre 72.000 persone. Oggi sono ancora molti i bambini che soffrono di malnutrizione e che hanno bisogno di specifiche terapie alimentari. Il numero degli sfollati rimane alto a livello nazionale, così come il numero di rifugiati nel campo di Badbado vicino a Mogadiscio.

L’Ospedale SOS e il Villaggio SOS vicino alla capitale somala sono considerati sicuri, ma non si prevede nel breve periodo il ritorno dei bambini evacuati a causa degli scontri, così come la riapertura dell’Ospedale.

SOS Villaggi dei Bambini ha fornito i voucher per ricevere viveri su base mensile presso i negozi selezionati a 2.000 famiglie a Baidoa e 1.000 famiglie a Mogadiscio, per un totale di più di 21.000 persone. Sono stati avviati due programmi terapeutici ambulatoriali nella regione costiera e uno a Mogadiscio che ha curato più di 3.000 bambini.

Due terzi dei 135.585 interventi offerti dai Centri Medici SOS nelle quattro sedi tra Mogadiscio e Baidoa, sono stati destinati ai bambini. Nei campi profughi di Mogadishu e Baidoa abbiamo creato tre spazi dedicati in tutto a 926 bambini e abbiamo formato 20 maestre con l’obiettivo di fornire supporto psicologico ai piccoli che vivono nei campi e che soffrono di ansie e paure post trauma.

"Non possiamo dire che la carestia è totalmente finita. La gravità della carestia si è attenuata, ma le cause principali sono ancora presenti, ossia conflitti e insicurezza. A seguito delle piogge  stagionali degli ultimi tre mesi, alcune persone sono tornate a coltivare la terra, ma un massiccio numero di persone rimangono sfollate e per loro sono ancora necessari aiuti alimentari e sostegno sanitario. Il livello di malnutrizione in Somalia rimane molto allarmante. Nell'ospedale SOS provvisorio a Mogadiscio arrivano sempre più pazienti e il numero di persone che ricevono cure sanitarie presso il Centro mendico SOS al campo rifugiati di Badbado non è diminuito rispetto agosto 2010",  afferma Ahmed Ibrahim, Direttore Nazionale di SOS Villaggi dei Bambini Somalia.

"Nella regione di Baidoa la causa principale di tutti i problemi è l'insicurezza. Si impedisce alle persone di coltivare la loro terra, colpendo così la loro capacità di prendersi cura della loro unica fonte di reddito" conclude Ahmed Ibrahim.