29/10/2010 - Una terribile epidemia di colera si è diffusa a Haiti provocando oltre 250 morti e contagiando più di 3.000 persone. Il 30% delle vittime sono bambini, i soggetti più vulnerabili alla morte per disidratazione da diarrea acuta*.
La Scuola Elementare SOS a Santo risponde a questa nuova emergenza promuovendo una campagna di informazione, come strumento di prevenzione della malattia.

Non è difficile venire a contatto con il colera e se la fornitura di acqua potabile è contaminata, il suo effetto può essere fatale. Allo stesso tempo però, grazie ad attente procedure igieniche e una maggiore preparazione sulla malattia, è possibile prevenire il contagio.
Per questo Charles Myrtil, Direttore della Scuola Elementare SOS di Santo, ha deciso di combattere il colera con le migliori armi a sua disposizione: la conoscenza e l'informazione.
Ogni giorno organizza lezioni e dimostrazioni di igiene personale per gli oltre 900 bambini che frequentano regolarmente la scuola. Il Direttore parla agli studenti descrivendo in modo semplice e diretto i sintomi del colera. Spiega come l'acqua potabile possa essere contaminata, soprattutto quando manca un sistema fognario efficace.
I rischi del colera, infatti, sono maggiori durante l’attuale stagione delle piogge, quando l'acqua sporca può infiltrarsi nei rifornimenti di acqua potabile.

Il signor Myrtil consiglia ai suoi alunni di lavarsi le mani più spesso possibile, prima di ogni pasto e dopo l'utilizzo dei servizi igienici. È necessario anche trattare tutta l’acqua potabile con cloro o con un depuratore solubile e attendere 20 minuti prima di berla.
Sono circa 100 anni che Haiti non veniva colpita da un’epidemia di colera. La scarsa preparazione sulla malattia, combinata alle pessime condizioni del paese dopo il terremoto, rendono la situazione molto preoccupante.
Sono 1,3 milioni i senzatetto* che vivono ancora nei campi di emergenza temporanei e condivide tutto, dai bagni ai vestiti. La maggior parte dei bambini di Haiti non ha accesso a rubinetti da cui esce acqua pulita. Per lavarsi le mani usano una ciotola: una persona versa l’acqua, mentre l’altra applica il sapone e si sciacqua.
Attraverso la Scuola Elementare di Santo, SOS Villaggi dei Bambini di Haiti può informare i anche i più giovani sui pericoli del colera e contare sull’importante effetto moltiplicatore del messaggio. Quando i bambini tornano a casa, raccontano ai genitori quello che hanno sentito e a loro volta gli adulti fanno lo stesso con amici e parenti.
Mentre il colera continua a diffondersi, SOS Villaggi dei Bambini di Haiti è deciso a combatterlo con la forza dell’informazione preventiva.

Il Ministero della sanità riferisce fino a martedì di 3.342 casi accertati, di cui 259 con esito letale. La variante di colera responsabile dell'epidemia (sierotipo 01, il più letale), ha un decorso rapidissimo. Se non adeguatamente curato, un neonato può morire nel giro di 3-4 ore dal momento in cui i sintomi (vomito e diarrea profusa) si manifestano con improvvisa violenza. L'80% dei decessi avviene in casa, mentre il tasso di sopravvivenza è molto più elevato per coloro che vengono portati tempestivamente in ospedale.
I protocolli per la terapia del colera dell'OMS prescrivono un immediato ripristino dei liquidi (reidratazione con soluzione salina) e degli elettroliti (sodio, potassio e altri minerali), per via orale o nei casi più gravi tramite flebo.
Contrastando in questo modo la violenta disidratazione dell'organismo, ci sono fondate speranze che i malati recuperino la salute: nei casi trattati tempestivamente in ospedale il tasso di mortalità è di circa l'1%, mentre in assenza di cure oscilla tra il 30 e il 50%. Non esiste un vaccino per prevenire il colera*.
* Fonte UNICEF