05/10/2010 - Quella di Nazira è una delle famiglie aiutate grazie al Programma di Emergenza SOS in Pakistan. Prima dell’alluvione vivevano a Khero, un villaggio che si trova a circa 2 ore di auto dalla città di Larkana. All'inizio di agosto Nazira, suo marito e i loro 8 figli sono stati totalmente sorpresi dal rapido aumento del livello dell'acqua di un piccolo fiume vicino alla loro casa.

Durante la notte la famiglia non ha avuto altra scelta che scappare, correndo e nuotando nelle acque in piena. La figlia di 8 anni è caduta e l'acqua l'ha trascinata via nel giro di pochi secondi. È annegata senza che la madre e il padre potessero fare qualcosa.
Quando la famiglia ha raggiunto le colline, al riparo dalle acque, Nazira e il marito si sono accorti che era scomparso un altro figlio. A oggi non sanno cosa gli sia successo.
La loro piccola casa è stata sommersa dall'acqua, distruggendo tutto e uccidendo 6 mucche e 4 capre, fonte di cibo per l’intera famiglia. Tutto ciò che gli è rimasto erano i vestiti che avevano addosso quando sono scappati e 4 capretti.

Per due giorni la famiglia ha trovato rifugio sotto un albero su una strada vicino al loro villaggio. Poi sono stati accompagnati dai militari pakistani a un piccolo accampamento fuori Larkana.
Gli sfollati di questo centro di aiuto sono aumentati rapidamente e lo spazio disponibile non era sufficiente per accogliere così tante persone. L'esercito pakistano ha dovuto costruire un nuovo accampamento nel quartiere. Struttura soprannominata “Campo SOS”, in segno di ringraziamento a SOS Villaggi dei Bambini Pakistan, tra le organizzazioni che hanno fornito 77 nuove tende per gli sfollati. Il Campo SOS fornisce riparo a 2.630 persone rimaste vittime dell’alluvione, fra le quali la famiglia di Nazira.

Nazira non ha più speranze per il futuro: “Abbiamo perso tutto, come facciamo a sopravvivere quando non c’è più nulla?”. Aiutare queste persone a tornare alla normalità è una vera e propria sfida per le organizzazioni umanitarie.
Non sappiamo quanto tempo sarà necessario per risollevare le sorti del Pakistan e, fino ad allora, la famiglia di Nazira sarà costretta a vivere in una tenda, senza alcuna fonte di reddito, affidandosi completamente al sostegno delle organizzazioni non governative locali e internazionali.

I figli di Nazira piangono la morte della sorella e la scomparsa del fratello. Ci hanno detto che hanno paura dell'acqua da quella terribile notte. Vorrebbero solo tornare a casa, andare a scuola e giocare ancora con i loro amici, ma non sanno che fine abbiano fatto o se siano ancora vivi.