Nonostante il Villaggio SOS di Mombasa sia aperto da più di 30 anni, il programma di Rafforzamento Familiare è stato introdotto da soli 3 mesi e attualmente opera in tre slum della città, chiamati Shauri Yako, Kisumu Ndogo e Mnazi Moja.
L’area, di nome Kongowea, ha una popolazione di almeno 63.000 abitanti, il 58% dei quali è sotto la soglia di povertà. La zona è situata a 7 km a nord dell’isola di Mombasa (la città di Mombasa è costruita sull’isola) e collegata a terra dal ponte vicino a Nyali. Per ironia della sorte, Nyali è considerata un’eccellente area residenziale e sono presenti numerosi hotel sul fronte mare. Ai 3 slum sono stati assegnati informalmente nomi che, tradotti nella nostra lingua, hanno i seguenti significati: “Tuo problema”, “Piccola Kisumu” (Kisumu è una città nella zona ovesta del Kenya), e “Noce di Cocco”.
Scarse condizioni sanitarie ed educative
Gli slum attualmente non sono abitati da persone provenienti dal Kenya, in quanto quest’ultimi si sono spostati in città in cerca di lavoro. Nella zona residenziale di Nyali si trovano principalmente impieghi come guardiani, giardinieri, operai edili, collaboratori domestici o ancora molti altri lavori nelle attività alberghiere. Nonostante nel ricco quartiere residenziale di Nyali l’acquedotto e l’elettricità siano disponibili, le persone degli slum di Shauri Yoko, Kisumu Ndogo e Mnazi Moja vivono in condizioni di estrema povertà, senza acqua corrente, energia elettrica o le essenziali condizioni igieniche e sanitarie. Le strutture mediche ed educative sono davvero poche.
Una donna della comunità locale ha realizzato una scuola per i bambini poveri all’interno di 2 piccole stanze, che devono ospitare sino a 68 bambini. La donna chiede 300 Ksh al mese (l’equivalente di 3$) alle persone che possono permetterselo, mentre non chiede nulla a tutti coloro che non possono sostenere tale spesa.

Quando il programma di rafforzamento familiare ebbe inizio a Mombasa, i collaboratori di SOS Villaggi dei Bambini, guidati dalla Signora Priscah Wachera, iniziarono a lavorare con le persone più anziane della comunità, che conoscevano bene la situazione della zona e potevano facilmente individuare i casi più bisognosi. Fu creato un gruppo di lavoro composto dai capi della comunità e da volontari, che comprendesse al suo interno un comitato di gestione. Ben 16 leader della comunità furono presenti.
Obiettivi di lunga durata
L’obiettivo del gruppo di lavoro era di introdurre i Leader della comunità nei Villaggi SOS e nel Programma di Rafforzamento Familiare, per far conoscere le sfide principali che la comunità deve affrontare e per condividere idee su come vincere queste sfide. Questo passaggio fu essenziale per assicurarsi che i maggiori bisogni della comunità fossero pienamente accolti nel programma. La questione della sicurezza è stata affrontata dai membri della comunità insieme al dipartimento di polizia locale. I casi di violenze e furti si ridussero drasticamente.
I problemi che dovevano affrontare gli abitanti degli slum erano molti: la mancanza di un lavoro, le poche scuole, la mancanza di condizioni igienico-sanitarie, le fabbriche illegali di birra, l’inquinamento, la presenza di quantità abbondanti di spazzatura, inondazioni dovute ad uno scarso drenaggio del terreno. La scarsa cura ed educazione dei figli era causata principalmente dall’ignoranza genitoriale e dalla mancanza di strutture ricreative. Fu deciso che il Comitato di Gestione, nei suoi incontri mensili, servisse da legame tra il programma SOS e la comunità locale, partecipando alle decisioni e cercando i beneficiari del programma.

Oggi ci sono 169 beneficiari
Il reclutamento dei beneficiari iniziò subito dopo la formazione del gruppo di lavoro e con il tempo ben 30 famiglie sono state contattate, per un totale di 169 beneficiari fra bambini e adulti. Il programma offre loro un aiuto concreto per l’educazione dei bambini, indicazioni nutrizionali per la loro crescita, cure mediche, sostegno psicologico e consigli pratici per la gestione delle famiglie.
Il Programma di Rafforzamento Familiare sarà esteso a 800 beneficiari entro il 2010. Priscah Wachera sa perfettamente di avere di fronte un compito difficile, ma è fiduciosa sul fatto che sia davvero possibile cambiare le condizioni di vita della comunità. Priscah afferma che grazie alla partecipazione del team SOS locale in stretta collaborazione con i membri della comunità, ha già avuto un grande impatto positivo sulla vita di molti bambini orfani e disperati.