Indonesia: un’esperienza indimenticabile nella furia del vulcano 

12/11/2010 - Nel pomeriggio del 3 novembre stava piovendo molto forte nella zona e verso le 15,00 un improvviso blackout ha fatto rimanere la città senza energia elettrica.

Sri Subekti e Tonny Kartiwa – due collaboratori di SOS Villaggi dei Bambini Indonesia – non hanno capito subito cosa stesse succedendo, finché non hanno visto l’enorme coltre di fumo e cenere bollente che usciva dal Monte Merapi. Impressionati, i due giovani sono rimasti in piedi a guardare il vulcano, mentre la nube calda si avvicinava velocemente alla città.

“Le persone urlavano per strada, alcune cercavano rifugio nelle case, altre scappavano con le macchine per dirigersi verso zone più sicure. La situazione era incontrollabile. Camion, furgoncini, auto della polizia e mezzi di ogni tipo erano pieni di gente in fuga. Bambini e adulti piangevano disperati” ricordano i due operatori SOS, che lavorano nel Programma di Rafforzamento Familiare SOS di Cangkringan.

In quei momenti di confusione, amici e famiglie si sono dovuti separare. Subenti e Kartiwa sono arrivati al vicino villaggio di Glagaharjo con un camion, mentre la nube del vulcano li inseguiva con una velocità inimmaginabile. Dal camion hanno visto panico e paura sui volti delle persone. Mamme con i loro bambini in braccio, vecchie signore che correvano per strada. Hanno portato in salvo quante più persone possibili.

Dopo aver trovato rifugio in una struttura di Glagaharjo, le persone hanno potuto riposarsi dalla paurosa fuga. “Una ragazza di 17 anni continuava a piangere forte e istericamente, il suo piccolo fratellino aveva ancora lo shock sul volto, una signora anziana era completamente ricoperta di cenere e faceva fatica a respirare. Era necessario trovare un team medico per aiutare le persone rimaste ferite e traumatizzate dall’eruzione, ma in quei momenti si vedevano solo confusione e paura” raccontano i due giovani.

Fortunatamente fra le persone scappate a Glagaharjo c’era anche uno studente di medicina della Gajah Mada University, che dopo aver preso coraggio ha dato i primi soccorsi. Con questa piccola speranza, gli uomini e le donne hanno collaborato con tutte le loro forze per aiutare chi aveva bisogno. Per Subenti e Kartiwa è stata un'esperienza toccante, che ha rafforzato i loro rapporti con la comunità di Cangkringan.

Anche se il vulcano del Monte Merapi ha placato la sua furia, il paese è rimasto colpito duramente e sarà necessaria una grande collaborazione internazionale per sostenere al meglio la popolazione locale.