La gattina di casa Manana 

08/10/2009 - Maia è una bambina di 12 anni: la si vede spesso accoccolata sul divano con le mani attorno alle ginocchia, come un gattino. Manama, la sua Mamma SOS la descrive proprio in questo modo: "Maia è la nostra gattina di casa!".

Maia è stata accolta al Villaggio SOS di Tbilisi, in Georgia, quando aveva quattro anni. La bambina era spaventata, teneva forte la mano di suo fratello maggiore e non voleva lasciarla. Prima di entrare al Villaggio SOS, la piccola ha dovuto vivere un trauma che non dimenticherà mai.

Poche settimane prima il padre di Maia, un chirurgo dell’ospedale locale, aveva ucciso la madre dei due bambini. I due figli avevano assistito con i propri occhi all’omicidio.

"Quando Maia è arrivata al Villaggio SOS, era terrorizzata" spiega Manana. "Si fidava solo di suo fratello e non si lasciava avvicinare". Ci sono voluti anni di terapia e innumerevoli notti insonni per fare superare a Maia e suo fratello quel terribile evento.

Andare all’asilo e poi alla scuola primaria, ha aiutato molto Maia. Ha cominciato di nuovo a giocare con gli altri bambini e sorrideva un po’ di più ad ogni giorno che passava. La bambina è si è lentamente avvicinata a Manana: "Non so dire esattamente quando ha cominciato ad affezionarsi a me. Sentivo come se Maia avesse voluto volermi bene per tanto tempo, ma aveva paura di perdere nuovamente una persona cara.”

Nel frattempo un gruppo di bambini più piccoli è stato accolto a casa Manana, per la gioia di Maia: "Mi piace prendermi cura dei fratellini, aiutarli a lavarsi i denti, mettere il pigiama e aiutarli a fare i compiti!" dice la ragazzina.

"Maia è cresciuta in fretta ed oggi mi aiuta molto con i più bambini più piccoli," - dice Manana - "è una ragazzina di cui posso fidarmi, davvero responsabile. Preferisce giocare in a casa e spesso devo usare dei trucchetti per farle prendere una boccata d'aria! Per esempio, io lavo i pavimenti solo nei giorni di sole.. e le consiglio di non entrare in casa per qualche ora per evitare di scivolare!”.

Maia sta imparando ad apprezzare le passeggiate nella natura, ma solo intorno al Villaggio SOS. La ragazzina ha tre migliori amiche che vivono in paese e le piace trascorrere il tempo disegnando vestiti o progettando borsette con loro.

Il padre dei due bambini ha cercato di ricostruire il legame spezzato con i due figli, ma la bambina non ne vuole sapere. Manana ci racconta: "Il padre di Maia mi ha spiegato i suoi problemi psichiatrici e il tempo che ha passato in carcere dopo l'assassinio di sua moglie. È pentito del suo gesto e non sa darsi pace. Ma non possiamo certo cambiare i sentimenti di Maia. La sua stabilità e sicurezza sono la mia priorità. La bambina va a visitarlo qualche volta, ma quando torna mi abbraccia forte e rimane un'ora accanto a me.”

Maia si siede sul pavimento e comincia timidamente a parlare dei suoi hobby. "Mi piace cucire e ricamare, sopratutto borsette. Sto pensando che forse dovrei andare a scuola per fare la stilista. Così potrei lavorare da casa e cucire vestiti e borse". Maia guarda la sua Mamma SOS con un sorriso e lei stringe la sua gattina di casa con un forte abbraccio.

*Per motivi di privacy il nome della ragazzina e della Mamma SOS sono stati modificati.



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