La soddisfazione di lavorare nei Villaggi dei Bambini 

13/10/2008 - Un ex-bambino SOS è tornato al Villaggio SOS nelle Filippine per rendere ciò che ha ricevuto: amore, assistenza e grande sostegno. Romel U. Camerino, oggi diventato educatore SOS, parla del suo lavoro e della sua esperienza con bimbi del Villaggio SOS.

Quando ho cominciato a cercare lavoro non avrei mai pensato che sarei potuto entrare nello staff del Villaggio SOS di Davao (nelle filippine) in cui ero stato accolto da bambino, ma sono contento che mi hanno preso ed ora posso aiutare altri bimbi rimasti soli come era successo a me da piccolo. Quando ero diventato abbastanza grande per uscire dal Villaggio SOS e iniziare la mia vita indipendente, il mio piano era quello di cercare lavoro da qualche altra parte. Volevo dimostrare a tutti e specialmente a me stesso, che grazie al sostegno, all’istruzione e all’amore ricevuto nelle strutture SOS, ero diventato un adulto responsabile, preparato e capace di insegnare gli stessi valori positivi in altre scuole del paese.



Mi sono laureato nel 2003, ho subito trovato un posto come maestro per una scuola elementare e dopo un anno mi hanno offerto di insegnare alle superiori, come professore di inglese e filippino. Il mio lavoro a scuola mi ha aiutato a crescere professionalmente e personalmente, ho conosciuto tantissime persone stupende con cui ho potuto condividere i miei interessi e pensieri. Ero contento del mio lavoro, ma qualcosa dentro di me voleva dare ancora di più: pensavo a quanto ero stato fortunato ad essere stato accolto al Villaggio SOS, dove avevo potuto crescere e studiare per diventare un uomo felice. Volevo restituire tutto l’affetto e le cure che avevo ricevuto, per insegnare ai bambini più bisognosi e si rafforzava in me il desiderio di aiutare le attività dei Villaggi SOS.

Alla fine ho preso la mia decisione: mi sono dimesso dalla scuola superiore e sono andato a fare l’insegnante al Villaggio SOS di Davao, proprio dove sono cresciuto! Dopo circa un anno di lavoro al villaggio sono davvero soddisfatto delle mie classi, anche se non è sempre facile insegnare a ragazzi che provengono da situazioni difficili: oltre all’impegno, alla preparazione e all’organizzazione dello studio, è molto importante saper dare tutto l’amore, l’assistenza e la comprensione di cui questi bambini hanno bisogno. Questi piccoli sono stati feriti socialmente ed emotivamente, ma ora che sono stati accolti al Villaggio SOS riescono di nuovo a sorridere e sono davvero felice quando li vedo interessati alle mie lezioni.



Metto tutto il mio impegno per riuscire ad insegnare al meglio: grazie alla scuola SOS questi piccoli avranno la possibilità di imparare, istruirsi e trovare un lavoro come è successo a me. Un giorno diventeranno anche loro degli adulti e spero che potranno condividere con la loro comunità tutto l’interesse e l’amore ricevuto al villaggio. Quando trovo difficoltà nel trattare con i ragazzi del villaggio, per qualche loro atteggiamento o per la mancanza di impegno nello studio, mi chiedo cosa potrei cambiare nel mio sistema di insegnamento, piuttosto che cercare di imporgli la mia autorità senza capire le motivazioni dei loro comportamenti. È molto importante avere un dialogo aperto e sincero con questi giovani, perché se rimangono chiusi nelle loro paure ed insicurezze non potranno mai crescere e capire cosa è più giusto per il loro bene. Sono stato anche io un ragazzino e capisco i loro sentimenti. Anche se ormai sono cresciuto devo ricordarmi della mia gioventù, per riuscire a comunicare al meglio con i miei alunni.

Un uomo può avere tanti desideri nella sua vita, come diventare avvocato, essere ricco o famoso. Ma tutti questi sono piccole cose rispetto alla soddisfazione che si prova nell’aiutare i piccoli in difficoltà che sono stati accolti nei Villaggi dei Bambini SOS.



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