22/10/2009 - Dal mese di agosto di quest'anno, la nostra associazione in Sri Lanka ha attivato un centro di accoglienza per i bambini dell’enorme campo profughi di Chettikulam, che si trova vicino alla città di Vavuniya.
Il campo di Chettikulam è tuttora un rifugio provvisorio per oltre 250.000 persone scappate dagli orrori della guerra.
Gli scontri civili sono ufficialmente terminati nel maggio 2009, ma non è ancora noto quando le persone saranno in grado di tornare alle loro abitazioni. Per molti dei 175 bambini che sono attualmente accolti presso il Centro di Accoglienza SOS nella "zona 4" del campo di Chettikulam, esiste il pericolo di non poter mai più tornare a vivere con le loro famiglie.
Alcuni dei bambini sono rimasti orfani, a molti è rimasto un solo genitore che non è più in grado di accudirli, per altri non è chiaro se le persone che sostengono di essere i loro genitori sono davvero i loro padri e madri. Contro tutte le difficoltà, i collaboratori SOS a Chettikulam sono comunque riusciti a riunire 16 bambini con le loro famiglie naturali nelle ultime settimane.

Quando un bambino è considerato "non accompagnato" (rimasto senza una persona adulta della sua famiglia) viene affidato dai servizi sociali locali alle cure di SOS Villaggi dei Bambini Sri Lanka. Per chiarire la situazione familiare dei bambini si cerca di capire se hanno ancora qualche parente in vita e nei casi positivi la nostra associazione fa delle indagini all'interno e all'esterno del campo profughi, in collaborazione con le autorità locali. L’obiettivo principale è quello di riunire le famiglie e per raggiungere questo scopo SOS Villaggi dei Bambini Sri Lanka sta collaborando con Save the Children per condividere le nostre risorse comuni.
Fino a quando i bambini non sono stati riuniti con le loro famiglie naturali, i piccoli hanno bisogno di cure adeguate e di protezione speciale. Divakar Ratnadurai che lavora nella nostra associazione in Sri Lanka ha detto che al Centro di Accoglienza SOS stanno arrivando molti più bambini del previsto e la durata iniziale di sei mesi dovrà essere estesa per almeno altri sei mesi. Per quei bambini rimasti senza alcun parente, c’è la possibilità di essere accolti a lungo termine in uno dei Villaggi SOS nel paese ed essere adottati a distanza.

Per settimane le forti piogge monsoniche e le fognature intasate hanno reso le condizioni di vita al campo profughi ancora più difficile. Anche se le condizioni al Centro di Accoglienza SOS sono tra le migliori del campo, sono stati segnalati un paio di casi di malaria, per colpa degli sciami di zanzare e mosche. Due bambini sono stati curati per la varicella e altri due sono stati operati a seguito di ferite da arma da fuoco, subite nella fuga dalla guerra.
Da quando il Centro di Accoglienza SOS è stato aperto in agosto, dopo un periodo di preparazione e negoziati, i bambini (95 femmine e 80 maschi, di cui 100 bambini fra gli 11 e i 15 anni) hanno avuto la possibilità di ritrovare una routine quotidiana più serena e dopo tutti questi mesi, oggi vivono delle giornate che possono considerarsi “normali”, nei limiti della vita in un campo profughi.
"In poco tempo abbiamo visto dei miglioramenti tra i bambini" dice Divakar. La maggior parte di loro sono ancora molto spaventati e silenziosi quando arrivano. Ma al Centro di Accoglienza SOS possono condividere la loro esperienza drammatica con gli altri bambini che hanno vissuto situazioni simili, e ritrovano un po’ di fiducia. Cominciano a rivedere delle prospettive per il loro futuro. SOS Villaggi dei Bambini Sri Lanka cerca di dare a tutti i bambini la possibilità di tornare a frequentare la scuola.

Ci sono molte persone fra i rifugiati del campo profughi che lavoravano come maestri e professori nelle scuole pubbliche ed ora usano il loro tempo libero per insegnare ai bambini le loro materie, come la matematica, la lingua Tamil, la fisica e la danza.
I bambini frequentano anche lezioni di inglese, spiegato secondo il programma ufficiale del paese ed in questo modo saranno in grado di frequentare le Scuole di Stato in seguito. A cinque ragazzi maggiori di 18 anni è stata data l'opportunità di fare un apprendistato presso il Centro Professionale Don Bosco a Vavuniya.
I bambini sono molto coinvolti con le iniziative svolte presso il Centro di Accoglienza SOS. La domenica si divertono in giochi, canti, balli e attività di gruppo. Il sabato è dedicato a calcio, pallavolo e altri sport. Le attività sportive sono svolte grazie ai numerosi volontari del campo profughi. Il mercoledì c'è un incontro in cui ogni bambino e ragazzo può parlare delle sue preoccupazioni o desideri, fare domande sulla loro formazione professionale, la vita al centro ed il loro futuro. Il Centro di Accoglienza SOS prevede di istituire degli incontri in cui bambini e ragazzi possono partecipare per essere informati sui loro diritti.

Dietro gli edifici del Centro di Accoglienza SOS sta anche nascendo qualcosa di sorprendente. Il terreno opaco che si trasformava in fango profondo quando piove, è diventato un orto pieno di verdi germogli. Le piantine sono state coltivate dai ragazzi ed i bambini del centro, che ogni giorno curano il loro orticello per assicurarsi che presto potranno raccogliere frutta e verdura. E si divertono anche un mondo! I bambini stanno imparano ad assumersi delle responsabilità e a conoscere il loro potere di cambiare le cose.