Le Famiglie SOS tornano al Villaggio di Mogadiscio 

29/10/2009 – Le Famiglie SOS che erano state evacuate dal Villaggio SOS di Mogadiscio in Somalia, sono tornate alle loro case lo scorso 10 Ottobre.

Queste persone hanno vissuto in strutture provvisorie per rimanere lontani dai combattimenti a fuoco che si sono svolti nel territorio intorno al Villaggio SOS, tra i soldati governativi ed i guerriglieri. Le mamme SOS ed i bambini sono stati molto felici di tornare alle loro case e di rincontrare le persone rimaste a lavorare nelle strutture SOS durante la loro lontananza.

Intanto pesanti combattimenti stanno interessando altre parti di Mogadiscio e secondo il direttore di SOS Villaggi dei Bambini Somalia, Ahmed Ibrahim, più di 20 civili sono stati uccisi e una dozzina di persone ferite. I combattimenti hanno avuto inizio in seguito al bombardamento dell’aeroporto locale, in occasione della partenza del Presidente del Governo Federale di Transizione (TFG), il quale si è imbarcato su un aereo decollato senza incidenti.

Ahmed ha affermato che: “ questo ultimo attacco sembra essere il più duro delle ultime settimane, poiché gli oppositori stanno cercando di indebolire la già fragile amministrazione della Somalia che ha la sua sede centrale nella capitale. Secondo quanto riportato dai servizi di emergenza, la maggior parte dei civili è morta all’interno del Mercato di Bakara nel distretto di Howlwadag, quando le persone stavano andando al lavoro”. Gli autori del bombardamento non sono ancora stati individuati in quanto entrambe le parti in guerra si accusano a vicenda di colpire indiscriminatamente zone residenziali civili.

L’Unione Africana in Somalia (AMISOM) è una forza di pace che opera a Mogadiscio per sostenere ed agevolare il passaggio della Somalia ad un governo federale. Le forze AMISOM insieme ai soldati governativi hanno combattuto contro i gruppi armati dell’opposizione.

Poiché i combattimenti sono ormai lontani dal Villaggio SOS, le Famiglie ed i collaboratori sono al sicuro ed un gruppo di vigilanti continua a monitorare da vicino la situazione. “Noi tutti – le Mamme SOS, i bambini e gli operatori – preghiamo affinché la pace torni nel nostro Paese. Purtroppo se la Somalia non sarà in grado di uscire dalla guerra ci sarà un continuo aumento della fame, delle malattie e della povertà”, conclude Ahmed Ibrahim.