13/01/2011 - Aveva solo 2 giorni di vita quando un operatore SOS lo ha trovato abbandonato ai margini di una strada sterrata vicino al Villaggio SOS di Ksarnaba, nella regione della Bekaa in Libano. Era affamato, infreddolito, magrissimo.
Era l’agosto del 2006 e quel giorno segnava la fine della guerra in questa nazione dilaniata da continui scontri. Il piccolo è stato portato al Villaggio SOS e gli è stato dato subito un nome: Salam. In libanese: pace.

(Photo from SOS Archive)
Quel giorno Salam è nato per una seconda volta. Il destino e l’opera instancabile di SOS Villaggi dei Bambini Libano, gli hanno offerto un’altra possibilità di vita.
Salam adesso sta bene, è un bimbo sereno. Cresce circondato dall’amore di una famiglia: la Mamma SOS si prende cura di lui e degli altri bambini con cui il piccolo Salam gioca e condivide le gioie e le responsabilità quotidiane.
"A lungo Salam è stato il bambino più piccolo dell'asilo. Era davvero calmo e tranquillo, ma è cambiato molto nell’ultimo anno. È diventato molto energico e ama esplorare ogni cosa" riferisce il Direttore dell'asilo SOS.
Salam non sta fermo un attimo, ora. È un bambino molto vivace e intelligente. È sempre pronto a uscire con Omar, l’autista del villaggio, e ha trovato un modo per cavarsela con la sua Mamma SOS quando combina qualche marachella: le si avvicina e le bisbiglia 'mamma, ti voglio bene' nell’orecchio per evitare di essere rimproverato. Il trucco di solito funziona…
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