Mali: 134 bambini sfollati dal nord, accolti nelle scuole SOS  

SOS Villaggi dei Bambini accoglie nelle Scuole SOS di Mopti, Sanankoroba e Kita, 134 bambini di famiglie fuggite della situazione di anarchia nel nord del Mali. I 2.600 studenti delle scuole SOS hanno fatto posto e dato il benvenuto a 67 nuovi studenti a Sanankoroba, 35 a Kita e 32 a Mopti, che hanno ricevuto il materiale scolastico necessario, insieme all’uniforme.

In questo modo, oltre all’istruzione, che può contribuire a donare un senso di quotidianità e normalità, SOS Villaggi dei Bambini assicura che ogni bambino riceva un pasto al giorno, riducendo così lo sforzo delle famiglie sfollate, e abbia accesso alle cure mediche di base.

Il World Food Programme stima che ci siano più di 130.000 persone costrette a lasciare le loro case in seguito al controllo delle truppe armate su Kidal, Gao e Timbuktu. Città in cui ospedali, scuole e edifici governativi sono stati saccheggiati, colpendo una zona già duramente vittima della crisi alimentare.

A Mopti, dove SOS Villaggi dei Bambini ha recentemente evacuato il Villaggio SOS di Socoura, più di 4.500 persone sono alla ricerca di un riparo e di cibo. La grande maggioranza di loro sono bambini che, dopo essere stati separati dai loro genitori o affidati dai genitori a parenti o amici stretti, hanno subito un lungo ed estenuante viaggio verso il sud.

Intanto il numero di rifugiati nei paesi limitrofi al Mali continua ad aumentare. Si contano circa 159.000 profughi in Mauritania, Burkina Faso e Niger, mentre altri 30.000 sembra si trovino in Algeria. A questo si aggiunge la crisi alimentare nel Sahel, che aumenterà di gravità fino a settembre e colpirà Burkina Faso, Mali, Mauritania, Niger e in Ciad.

I bambini evacuati, in seguito agli scontri, dal Villaggio SOS di Socoura Mopti, rimarranno ancora un anno nei due Villaggi SOS presenti nel sud, mentre le famiglie sostenute dai programmi di rafforzamento familiare di SOS Villaggi dei Bambini a Socoura, sono sempre più in difficoltà a causa del rallentamento dell'attività, dell'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e della mancanza di sicurezza. Le banche sono chiuse, l’energia elettrica viene fornita a singhiozzo e ci sono posti di blocco dentro e fuori dalla città.

La situazione politica in Mali è ancora instabile. Da un lato ECOWAS appoggia l’idea di mantenere l’attuale governo di transizione per un anno, dall’altro i fautori del colpo di stato puntano al termine di 40 giorni, previsto dalla costituzione, per le nuove elezioni. Nei primi giorni di maggio si sono verificati ancora scontri a 10 chilometri da Bamako.