Mzia è arrivata al Villaggio SOS di Tbilisi, in Georgia, quando aveva dieci anni. Stringeva la manina del fratellino più piccolo, Mishiko, spaventato dal nuovo ambiente. In pochi minuti i due fratelli si sono trovati in un'atmosfera amorevole, accolti con gioia dalla loro Mamma SOS, Nana. Grazie all’effetto della loro Famiglia SOS, i due bambini non hanno più avuto paura.

(photo from SOS Archive)
Mzia e suo fratello hanno trascorso la loro infanzia in condizioni di povertà estrema. La madre naturale li ha abbandonati quando Mzia era piccola, il padre e la nonna erano in gravi condizioni di salute. Il papà di Mzia sapeva che non gli sarebbe rimasto molto da vivere e con speranza portò i due figli al Villaggio SOS. Dopo poco tempo, l’uomo morì.
"Mzia parla con amore quando ricorda suo papà, ma non ha mai perdonato la madre per averli abbandonati. Non parla molto di lei e quando lo fa è sempre con rabbia. Mzia non vuole mai più rivederla, anche se tornasse a farsi viva".
Mzia si è adattata molto rapidamente alla sua nuova casa. Ha conosciuto tanti amici nel Villaggio di Tbilisi e nella Scuola SOS. Rimane molto legata al suo fratellino naturale, che è diventato il preferito della famiglia di Nana, essendo il più giovane ed il solo maschietto di tutta la casa. Dormono nella stessa stanza e Mzia farebbe di tutto per il suo fratellino dispettoso.
Fare i compiti a casa è un incubo per Mzia. Cerca sempre di farli di fretta per finire il prima possibile, senza badare troppo a come li ha fatti o a quello che ha scritto. "A Mzia non piace molto andare a scuola" dice Nana scuotendo la testa mentre la bambina ridacchia "l'unica cosa che occupa la sua attenzione è il cibo! Le piace molto mangiare e anche preparare il pranzo, è una cuoca promettente. Sono contenta che le piaccia così tanto la mia cucina, ma l’avverto sempre di non esagerare altrimenti gli verrà un gran mal di pancia!".

(photo from SOS Archive)
Mzia conosce già una dozzina di ricette per zuppe: "Mi piacciono tantissimo le zuppe, la mia zuppa preferita è quella con le patate, cipolle, pomodori e spezie. Bisogna far bollire tutto assieme, schiacciare, aggiungere le erbette fresche e mmh gnam!" Durante il fine settimana Nana le affida anche la preparazione del purè di patate o si fa aiutare per preparare le patatine fritte.
Parlando di alcuni dei suoi piatti preferiti, Mzia ricorda il "periodo peggiore della sua vita” quando all'inizio dell'anno ha dovuto togliere le tonsille. "Non ho potuto mangiare cibo solido per quindici giorni!" esclama la bambina, anche se Mamma Nana la corregge dicendo che era soltanto una settimana. "Ma sembrava di più!" risponde Mzia.
Quando torniamo a parlare di scuola la bambina diventa triste, ma si rallegra subito quando chiediamo se studia qualche lingua straniera: "Studio russo e inglese, vorrei imparare anche il francese e l'italiano e diventare un interprete! Poi mia nonna mi sta insegnando l’armeno", dice Mzia aggiungendo che la nonna per metà armena.
La nostra associazione è convinta che il mantenimento dei legami familiari è fondamentale quando i parenti siano ancora in vita ed in grado di mantenere un legame affettivo positivo con i bambini accolti nei Villaggi SOS.

(photo from SOS Archive)
Mzia e Mishiko visitano la loro nonna regolarmente ed ora che la signora si è ripresa dalla malattia, trascorrono parte delle loro vacanze estive con lei. La nonna è sempre piena di lodi per la sua nipotina ed è grata a Nana per l’ottimo lavoro da educatrice che sta svolgendo. Mzia ci dice: "Sono solo una ragazza normale con una famiglia normale. Vado a scuola, pulisco la mia stanza, aiuto la mia Mamma SOS, amo mangiare e mi piace sorridere, proprio come tutte le ragazze normali!"
Grazie alle adozioni a distanza, le bambine come Mzia possono stare lontano dai pericoli della strada, accolte con affetto nei Villaggi SOS.