09/02/2010 - Fin dai primi giorni dopo il sisma, i nostri collaboratori SOS ad Haiti e la squadra di soccorso internazionale SOS continuano a girare per la città di Port-au-Prince, procedendo fra case in rovina e campi di emergenza. Il personale SOS distribuisce gratuitamente cibo per i bambini provenienti dalle zone più colpite, cercando di distrarli dalla miseria e dalle paure della loro vita quotidiana.
Le storie dei bambini e delle madri che si rifugiano per le strade di Haiti sono tutte molto simili fra loro. Soraja Beaujour è una donna rimasta coinvolta nel terremoto con tutta la sua famiglia: "Le nostre vite sono state devastate in pochi secondi. Non abbiamo mai avuto molto, ma almeno avevamo una piccola casa dove stare assieme. Ora non abbiamo più niente. Vorrei poter tirare indietro l'orologio e riprendermi la mia vita”. La casa di Soraja è stata distrutta, suo marito e la figlia maggiore sono morti. Da allora la donna sopravvive per le strade della città con gli altri tre figli.

Anche prima che il terremoto colpisse Haiti, molte persone dovevano ricorrere all’aiuto delle organizzazioni non governative attive nel paese. La povertà è sempre stata una grande piaga ad Haiti, non c’è istruzione e le madri, spesso sole, non hanno un lavoro con cui sostenere i propri figli.
Questo è il motivo per cui la nostra associazione internazionale fin dal 1978 ha organizzato 16 Centri di Sviluppo Sociale SOS, per fornire ai bambini e alle famiglie di Haiti il necessario per una vita più dignitosa.

Dopo il terremoto la nostra associazione internazionale ha organizzato 20 nuovi centri di emergenza, dove i collaboratori, i volontari e le squadre di emergenza SOS danno da mangiare a migliaia di bambini ogni giorno. Purtroppo nulla sembra sufficiente per migliorare la situazione della popolazione di Haiti, dove la sofferenza è aumentata oltre ogni immaginazione.
La maggior parte delle persone ha perso tutti i beni terreni, amici e parenti, i bambini sono malati e malnutriti. "Stiamo ancora dormendo per strada. Ora almeno abbiamo un telo per coprirci, ma non molto altro". Soraja è solo una delle tante madri che ogni giorno aspettano l'arrivo della squadra SOS per ritrovare un po’ di speranza. Il cibo viene distribuito e le persone cucinano tutte assieme per aiutarsi in questa terribile situazione.

“È qualcosa di più che sfamarsi per noi. È lo stare assieme, sostenersi a vicenda, un cambiamento positivo che illumina la nostra vita quotidiana. Dopo il pasto, il personale di SOS Villaggi dei Bambini organizza dei giochi con i nostri figli, che ridono e ballano come non facevano da quella terribile notte. Questo ci dà la forza e la fiducia per continuare. Ci accorgiamo che non siamo soli e dimenticati per le strade, ma qualcuno è qui per noi, per aiutarci ad uscire da questo inferno" afferma Soraja.
È proprio questo senso di aiuto e di speranza quello di cui le famiglie di Haiti hanno disperatamente bisogno. La maggior parte dei bambini ha la tosse, vermi intestinali ed irritazioni cutanee, problemi che non potranno migliorare finché continueranno a vivere per strada. Una infermiera segue i collaboratori SOS ogni giorno, per fornire le cure essenziali per migliorare le loro condizioni di salute.

Nei prossimi giorni e settimane, SOS Villaggi dei Bambini Haiti prevede di estendere ulteriormente le attività di emergenza. Oltre alla distribuzione di pacchi alimentari, l'obiettivo SOS è anche quello di rendere la popolazione locale in grado di aiutare sé stessa nel lungo periodo.
Al momento la cosa davvero importante per Haiti è che la comunità internazionale non si dimentichi di questa tragedia con il passare del tempo, poiché il cammino per la ricostruzione del paese sarà lungo e complesso. La nostra associazione continuerà a lavorare con impegno ad Haiti per sostenere chi ha più bisogno.
Anche dall'Italia è possibile adottare a distanza un Villaggio SOS di Haiti, per aiutare tutti i bambini accolti presso la struttura.