La situazione nel Sudan Meridionale è andata deteriorandosi improvvisamente, a seguito della furiosa lotta scoppiata lo scorso 25 Febbraio tra il movimento “Sudan People's Liberation Army” ed un gruppo conosciuto come “Joint Forces”. Più di 150 famiglie della città sono fuggite dalle loro case e sono attualmente in fase di ricovero presso il Villaggio SOS di Malakal.
Dopo le battaglie della scorsa settimana, la situazione nella zona si è fortunatamente stabilizzata, ma la paura rimane alta e le ragioni che hanno portato allo scontro del 25 febbraio restano irrisolte

Il Villaggio SOS sta distribuendo cibo e acqua, ma se la situazione non migliorerà, le scorte saranno presto esaurite. Molti bambini soffrono di diarrea, ma la guerriglia ha reso difficile l’arrivo delle forniture mediche. L'ufficio locale di SOS Villaggi dei Bambini di Khartoum sta lavorando in stretta collaborazione con il Child Protection Advisor della missione ONU in Sudan, per garantire la sicurezza dei bambini, dei collaboratori e di tutte le persone alla ricerca di un rifugio.
La Missione delle Nazioni Unite in Sudan (UNMIS) ha già organizzato un programma di sostegno per fornire di ulteriore acqua e assistenza medica il Villaggio di Malakal. SOS Villaggi dei Bambini Sudan ha richiesto il supporto UNMIS anche nelle prossime settimane, poiché è probabile che la scarsità di materie prime continuerà a lungo ed in città manca ancora l'elettricità, la benzina e la distribuzione idrica.
Sono forti anche le richieste al governo locale, per ottenere aiuti immediati, soprattutto per l'assistenza sanitaria, il cibo e i vestiti. SOS Villaggi dei Bambini ha anche promesso di inviare una squadra di supporto psicologico da Khartoum, per aiutare i bambini a superare il forte trauma che stanno vivendo.
Al Villaggio SOS di Malakal sono attualmente accolti più di 500 adulti, soprattutto donne, e 700 bambini. Gli sfollati sono stati ospitati in diverse case famiglia, nei centri ricreativi, nelle stanze per gli ospiti e negli uffici dell'amministrazione locale.