06/04/2011 - A partire dalla metà di marzo in Siria è montata un’ondata di proteste anti-governative, che ha causato la morte di numerose persone tra manifestanti e forze dell’ordine. Fortunatamente i programmi di rafforzamento familiare, i bambini e i ragazzi accolti e lo staff dei due Villaggi SOS vicini a Damasco e Aleppo non sono stati coinvolti nei disordini.

A eccezione delle aree nelle quali si stanno svolgendo le manifestazioni, la vita quotidiana continua più o meno come sempre. Negozi e banche sono aperti. I servizi pubblici, inclusi i trasporti e la fornitura di gas ed elettricità, funzionano regolarmente.
Le proteste sono esplose nella città meridionale di Dara’a e si sono allargate alle aree di Latakia, città portuale sul Mediterraneo, Qamishli e Hassakeh, nel nord-est del paese.
Il 29 marzo il presidente Bashar al-Assad ha accolto le dimissioni del suo gabinetto e il 30 marzo si è rivolto alla nazione. Migliaia di persone hanno continuato a riversarsi nelle strade per protestare.
Il primo villaggio SOS in Siria viene costruito nel 1981 a Qodsaya. Il secondo nasce nel 1998 a Khan El Assal, vicino ad Aleppo. Nel 1996 a Darayya, sobborgo di Damasco, vengono inaugurati un Centro Sociale SOS e un programma comunitario che offre sostegno alimentare alle madri sole e i loro bambini e sviluppa percorsi di formazione per donne e ragazzi, con l’obiettivo di aiutarli a trovare lavoro. Oltre a questi servizi SOS Villaggi dei Bambini aperto sul territorio 2 Case del Giovane, 1 Asilo SOS.