Secondo Layla Kaiksow, responsabile delle relazioni pubbliche e della raccolta fondi per SOS Villaggi dei Bambini a Betlemme, le madri e i bambini stanno resistendo con forza attraverso questi momenti difficili e si sentono al sicuro all'interno del villaggio. La maggior parte di loro tuttavia hanno espresso timori sulla sicurezza dei loro familiari che ancora abitano nella Striscia di Gaza.

Intervista con il direttore villaggio Wael Abu Mustafa:
1) Come è la situazione riguardo le distribuzioni di viveri e beni di prima necessità, in particolare per il gas, la cui fornitura era stata limitata a causa della guerra?
Attualmente le scorte di viveri per il villaggio dovrebbero essere sufficienti per almeno due settimane: abbiamo un deposito di farina, olio, riso e molto altro. Per quanto riguarda la fornitura di gas, essenziale per la cucina ed il riscaldamento, abbiamo dovuto acquistarlo sul mercato nero, a prezzi esorbitanti. Anche se abbiamo un generatore elettrico al villaggio, è necessario conservare l’energia ed usarla solo quando necessario.
2) Come è la situazione nella città attorno al villaggio?
Rafah è situata nella parte meridionale della Striscia di Gaza e siamo relativamente al sicuro rispetto ad altre zone. Tuttavia vi sono stati alcuni attentati in luoghi vicini. Spesso passano aerei da combattimento nel cielo sopra al villaggio e sentiamo molto forti gli spari delle navi da combattimento, poiché siamo vicini al mare.
3) Come stanno affrontando la situazione i collaboratori esterni del Villaggio SOS ed i loro familiari?
Da quando gli attacchi sono iniziati il 27 dicembre 2008, i dipendenti non sono stati in grado di lavorare, siccome la situazione non gli consente di viaggiare con sicurezza fino al villaggio. Siamo in contatto regolare con tutti i nostri dipendenti e le loro famiglie e al momento sono tutti incolumi, anche se alcuni hanno dovuto abbandonare le loro case e stare con i parenti.
4) Qual è lo stato delle strutture SOS nella città (scuole, asilo, centro di aiuto sociale)?
Tutte le strutture SOS nella città restano chiuse per il momento.
5) Il Villaggio SOS di Rafah riesce a fornire servizi di sostegno alla comunità circostante?
Al momento, non riusciamo a fornire alcun piano di emergenza o servizi di sostegno alla comunità circostante, ma si stanno già raccogliendo fondi e saremo lieti di dare anche noi un aiuto e tutto il sostegno possibile.

Giovani e bambini
La rappresentante delle Mamme SOS di Rafah, Elham ed la responsabile delle giovani ragazze SOS ragazze, Riham, hanno risposto ad altre domande sulla crisi a Gaza, comprese le questioni in merito ai bambini del Villaggio SOS, la loro esperienza nella guerra e la sicurezza delle loro famiglie.
Secondo Elham: "la situazione è stata molto difficile, tutti i negozi circostanti sono stati chiusi e non hanno più forniture alimentari. Fortunanatamente il direttore del villaggio è stato in grado di acquistare viveri di prima necessità dal mercato nero. Gli siamo molto grati, sicuramente non è stato un compito facile riuscire a recuperare abbastanza provviste per tutto il villaggio. Al momento è già un miracolo riuscire a trovare cibo per la propria famiglia, tanto più per una struttura grande come il Villaggio SOS.
Ci sentiamo al sicuro restando all’interno del villaggio, tuttavia nulla può proteggerci dagli aerei che volano sopra di noi, che spaventano molto i nostri bambini. I suoni della guerra, sono tutti intorno a noi, soprattutto nella notte. Molti dei bimbi si spaventano e urlano quando sentono i caccia che passano a bassa quota, così dobbiamo costantemente confortarli e assicurare loro che tutto andrà bene. A volte i bambini hanno anche paura per la sicurezza delle loro famiglie biologiche se ne hanno ancora in vita, e questo è un problema molto complesso, poichè non possiamo garantire la loro protezione. Per distrarli dalle paure della guerra, organizziamo giochi e altre attività divertenti nel villaggio. Grazie a Dio, finora, nessuna delle truppe di terra hanno raggiunto la nostra città".
Nel frattempo, Riham racconta: "Sono molto spaventata per la mia famiglia che vive a Khan Younis, una zona che finora non è stata direttamente colpita dagli attacchi, ma è molto vicina alle aree dove si sono verificati problemi. Parlo con loro ogni giorno per assicurarmi che stanno bene.

I rumori della guerra e degli attacchi sono tutto intorno a noi e per questo è molto difficile affrontare ogni giorno con serenità. Ci sediamo tutti insieme con i nostri bambini, per parlare, confrontarci ed essere forti durante questo periodo difficile.
Desidero esprimere il mio ringraziamento a SOS Villaggi dei Bambini, a tutti i membri dell’associazione e gli amici all'estero per tutto il loro sostegno. In questa terribile situazione il sostegno purtroppo non è mai sufficiente, aumenteranno i bambini traumatizzati e orfani, dovremo organizzare un forte programma di aiuto. Ci auguriamo che SOS Villaggi dei Bambini, grazie a tutti i sostenitori internazionali, continueranno ad aiutare i bambini di Gaza, perché mai ne hanno avuto bisogno come ora."
Due bambini che vivono al Villaggio SOS di Rafah ci hanno raccontato delle loro paure:
Hannah ha 13 anni e vive al villaggio da tre anni: "E’ davvero brutto con la guerra, perché non possiamo andare da nessuna parte. Non si può andare a scuola o a giocare al parco. Anche se la mia Mamma SOS e il direttore ci proteggono all'interno del villaggio, abbiamo ancora tanta paura. Durante la notte mi svegliano i suoni delle bombe e tutti incominciamo a piangere. Cerchiamo di essere coraggiosi, anche per non fare spaventare i miei fratellini più piccoli, ma è davvero tanto difficile. Ringrazio tutte le persone gentili che ci aiutano da lontano e sono felice di sapere che esiste qualcuno che dall’altra parte del mondo ci sostiene anche se non ci ha mai conosciuto prima!"
Jihad ha invece 14 anni e vive nel villaggio da circa sei anni: "Ho parlato con la mia famiglia che si trova a Khan Younis e nessuno si è fatto male finora, ma anche loro hanno tanta paura! Noi siamo al sicuro dentro al villaggio, ma passano sempre tanti aerei e fanno un rumore bruttissimo e allora tutti i miei fratellini piangono. Noi siamo fortunati ad essere protetti da SOS Villaggi dei Bambini, ma ci sono ancora tanti fuori dal villaggio che non sanno cosa fare. Siamo tutti bambini e non è giusto che succedono queste cose! Con la nostra Mamma SOS preghiamo tanto per tutti gli altri che sono ancora in pericolo."
SOS Villaggi dei Bambini continuerà a controllare la situazione a Rafah e nel resto del paese, per organizzare eventuali piani di sostegno di emergenza.