01/02/2010 - La sera del 30 gennaio, il Ministero degli Affari Sociali di Haiti ha affidato a SOS Villaggi dei Bambini i 33 bambini, di età compresa tra tre mesi e dodici anni, coinvolti nell’episodio di sospetta adozione illecita.
Tutti i piccoli sono sani e salvi, temporaneamente ospitati all’interno delle case famiglia del Villaggio SOS di Santo a pochi Km da Port-au-Prince.

"Ma io non sono un’orfana", dice una ragazzina di otto anni coinvolta in questa vicenda. Lei crede infatti che sua madre abbia organizzato per lei una breve vacanza. Alcuni di questi bambini, hanno ancora i genitori che però sono stati convinti a rinunciare ai propri figli con falsi pretesti.
Dopo l'ammissione dei bambini al Villaggio SOS, sono arrivate tre persone affermando di essere i padri e i fratelli maggiori di cinque di questi bambini. Sembra che le persone incriminate abbiano promesso loro di portare i bambini in campi estivi, assicurandoli che si sarebbero presi cura di loro.
Il foglio consegnato ai parenti dei 33 bambini per convincerli della buona fede dell’iniziativa, riportava: "Abbiamo un bel posto per loro con un campo da calcio e piscina vicini all'oceano. Possediamo l'autorizzazione da parte del governo per portare i bambini fino a 10 anni negli orfanotrofi della Repubblica Dominicana. Amici o parenti possono venire al centro a visitare i bambini e ricevere gli aggiornamenti tramite il nostro sito”.

I bambini sono arrivati stremati, assetati e affamati. Una volta entrati al Villaggio SOS hanno ricevuto acqua e cibo. I più piccoli sono stati subito visitati all’interno della tenda della Croce Rossa presente nel Villaggio SOS e le visite hanno poi coinvolto tutti gli altri bambini.
Gli operatori SOS si stanno prendendo cura di loro e, contemporaneamente, stanno svolgendo le necessarie ricerche dei parenti così da favorire il ricongiungimento dei bambini con la loro famiglia.
È necessario avviare con tempestività un attento accertamento e, nel caso il reinserimento familiare fosse possibile, i bambini torneranno dalle loro famiglie al più presto. La procedura sarà condotta dal IBERS (Social Welfare Institute). Altrettanto importante è garantire la sicurezza all’interno del villaggio.
Con questo obiettivo è stata fatta richiesta di maggiore protezione attraverso l'USAID alla Missione di Stabilizzazione delle Nazioni Unite in Haiti (MINUSTAH).

Questo episodio evidenzia ancora di più l'assoluta necessità di fornire cure e protezione appropriate, in particolare per i bambini in situazioni di emergenza. Come sollecitato di recente in una dichiarazione congiunta da parte dei membri del gruppo di ONG coinvolte nella Convenzione sui diritti del fanciullo e dal Gruppo di lavoro delle ONG sui bambini privi di cure parentali:
Si devono evitare le separazioni dalle famiglie, gli sforzi di evacuazione potenzialmente dannosi e prevenire il traffico di bambini attraverso adozioni improprie o illegali in una situazione di emergenza.
Le linee guida delle Nazioni Unite per l'assistenza alternativa dei bambini, il primo documento internazionale per la cura di bambini senza cure parentali in situazioni di non-emergenza e di emergenza, forniscono indicazioni chiare su come agire in circostanze eccezionali come queste.

Oltre ai Villaggi SOS sono attivi 33 Centri Sociali SOS che supportano bambini e famiglie attraverso la cura giornaliera dei piccoli e la fornitura di beni di prima necessità alle famiglie. Nuove comunità richiedono questo tipo di sostegno. Il numero di bambini che aiutiamo anche al di fuori del Villaggio di Santo cresce ogni giorno e anche in questo caso il problema della sicurezza al momento della consegna del cibo non è ancora pienamente risolto.
La nostra associazione ritiene che i bambini debbano prima di tutto essere supportati nel loro paese d’origine. Perché al trauma della perdita degli affetti e dello shock subito non si aggiunga quello dello sradicamento totale dal proprio contesto di vita e dai propri riferimenti culturali e linguistici.
SOS Villaggi dei Bambini era presente ad Haiti prima e durante il terremoto e, ancora più importante, ci sarà anche per molti anni a venire con l’obiettivo di aiutare questi bambini nelle loro comunità, fino a che non saranno adulti e autosufficienti.

In questa situazione di emergenza le persone che necessitano di aiuto aumentano esponenzialmente.
Per poter rispondere alle crescenti esigenze della popolazione abbiamo avviato la possibilità di sostenere a distanza i Villaggi SOS di Santo e di Cap Haïtien. Questo tipo di donazione permetterà di offrire un aiuto continuativo ai bambini già accolti, ai piccoli rimasti senza cure in seguito al terremoto e alle famiglie in difficoltà.
Anche dall'Italia è possibile adottare a distanza un bambino di Haiti