Secondo le stime delle Nazioni Unite, più di 125.000 persone sono fuggite dalle violenze della Costa d’Avorio e si sono riversate in Liberia. Molte persone sono annegate nel tentativo di attraversare il fiume che separa i due paesi e si stima che circa 40.000 persone attualmente sono ospitate in cinque campi profughi situati sul confine. La maggioranza sono donne e bambini, costretti a vivere in condizioni terribili.
Un gruppo di collaboratori SOS ha visitato il campo profughi di Bahn per valutare le condizioni di vita e i bisogni più urgenti. In stretta collaborazione con le autorità liberiane e altre ONG, si occuperanno di organizzare un convoglio di emergenza per consegnare cibo e beni di prima necessità, e di registrare il maggior numero possibile di bambini non accompagnati, con l’obiettivo di ricongiungerli, ove possibile, alle loro famiglie.
La necessità più urgente nel campo profughi di Bahn, dove milioni di donne e bambini hanno trovato un rifugio temporaneo, è il cibo. La domanda, infatti, è molto superiore alle disponibilità, e le madri stanno cercando di sfamare i propri figli con qualsiasi mezzo disponibile. Un assistente sociale presente al campo ci ha raccontato che “molte donne cercano lavoro nelle fattorie vicine per guadagnare qualche manciata di riso. Il pianto dei bambini è l’unica cosa che si ode”.
Molti bambini sono già disidratati a causa di diarrea e vomito e le pessime condizioni igieniche fanno crescere la probabilità che scoppi un'epidemia di colera. Una madre disperata ha detto a un collaboratore SOS che lei e suo figlio hanno un unico secchio che usano sia per lavarsi che per bere.
Il rischio della diffusione di malattie è aggravata ulteriormente dalla mancanza dei beni più elementari. “Non abbiamo ricevuto zanzariere da quando siamo arrivati e molti dei nostri bambini hanno già la febbre” dice una delle mamme. Pentole, piatti e cucchiai sono altrettanto urgenti: le persone sono obbligate a mangiare con le mani nelle stesse ciotole e ciò aumenta il rischio di infezioni.