In Sud Sudan la situazione umanitaria continua a peggiorare. Le persone da rimpatriare da Khartoum sono ancora più di 500.000. Di queste sono quasi 1.000 i bambini e ragazzi al di sotto dei 18 anni, non accompagnati o separati dalle famiglie, accolti temporaneamente in quattro campi di transito a Renk, città del Sud Sudan molto vicina al confine con il Sudan che conta la presenza di più di 20.000 rimpatriati e che prevede l’arrivo di altri 17.000 persone.
I centri SOS temporanei a Juba e Malakal sono attivi e rispondono all’emergenza fornendo spazi adatti ai bambini e supporto psicosociale, medico, nutrizionale ed educativo. Sono previsti, inoltre, programmi di sostegno anche per le famiglie più deboli e le famiglie affidatarie che accoglieranno i bambini che non potranno essere ospitati nel Villaggio SOS di Malakal.
Il blocco dei voli costringe le persone a cercare vie alternative per raggiungere il sud e, come se non bastasse, la situazione è aggravata dall’ordine di rimpatriare entro il 20 maggio dalle 12 alle 15.000 persone accolte nell’area transitoria di Kosti al nord (fonte: UNOCHA /IOM). In molti si spostano da Kosti a Malakal per poi raggiungere Juba e altre destinazioni in Sud Sudan.
Intanto le ostilità continuano nonostante la risoluzione delle Nazioni Unite. Il costo della vita è triplicato e l’energia elettrica è assente obbligando imprese e famiglie all’utilizzo di costosi generatori.
Donazione per i bambini accolti nei Villaggi SOS in Sudan