Sudan: 150 famiglie si rifugiano nel Villaggio SOS di Malakal 

11/02/2011 - Violenti scontri tra milizie armate e truppe dell'esercito sono scoppiati in Sudan dopo i risultati del referendum nazionale, che ha sancito  la secessione fra Sud e Nord del paese. Il Villaggio SOS di Malakal ha accolto più di 150 famiglie in cerca di rifugio, dopo che 50 persone sono morte nelle sparatorie.

“La situazione in questi giorni si è molto aggravata” racconta Franco Muzio, Direttore della nostra associazione in Italia “e la notizia dell’uccisione del Ministro per lo Sviluppo rurale e la Cooperazione potrebbe esacerbare il tutto”.

La città è senza elettricità. Il Villaggio SOS dispone di un generatore elettrico autonomo ma è costretto a razionare il carburante poiché parte del Sudan è rimasto senza approvvigionamenti. A rischio anche l’accesso all’acqua potabile. Le provviste di emergenza, inviate al Villaggio SOS, sono state saccheggiate e, sebbene il Villaggio SOS di Malakal non sia stato danneggiato, la situazione è drammatica: proiettili di carri armati hanno colpito la casa che accoglie alcune ragazze adolescenti.

“Il direttore di SOS Villaggi dei Bambini Sudan ci ha riferito che i bambini del Villaggio SOS stavano preparando i festeggiamenti per celebrare la nascita del nuovo Sudan, entusiasti di iniziare una nuova vita in un nuovo paese. Purtroppo gli eventi degli ultimi giorni sono un triste segnale di quanto lavoro resti ancora da fare, per assicurare la serenità politica nel paese”.

SOS Villaggi dei Bambini è presente in Sudan dal 1978. Oggi è presente con due Villaggi SOS, una Casa  del Giovane SOS, un Asilo SOS, una Scuola SOS Hermann Gmeiner e un Centro di Formazione Professionale SOS. A Malakal accoglie 103 bambini nel Villaggio SOS e offre sostegno alla comunità locale attraverso il Centro di Sviluppo Sociale SOS.