Sudan: sostegno psicologico e ricostruzione 

23/03/2011 - I bambini e le Mamme SOS evacuati dal Villaggio SOS di Malakal, recente teatro dello scontro che ha causato 49 morti e 14 feriti, sono al sicuro in una struttura alberghiera.


Photo from SOS Archive

Il Direttore del Villaggio SOS è stato finalmente in grado di rientrare nella struttura con la squadra MINUS (missione ONU in Sudan), responsabile di verificare la presenza di eventuali ordigni inesplosi nell’area. Due case famiglia SOS non sono agibili a causa dei combattimenti avvenuti all’interno del Villaggio. I beni di alcune famiglie SOS sono scomparsi e altri sono stati bruciati.

Il gruppo di psicologi del Villaggio SOS di Malakal ha cominciato a visitare i piccoli per verificare l’eventuale presenza di sindrome da stress post-traumatico e, in caso di esito positivo, intervenire a supporto.

“Purtroppo molti di questi bambini hanno avuto precedenti esperienze di scontri e violenza. Vogliamo evitare ulteriori sofferenze emotive e psicologiche causate da ciò che hanno vissuto sabato scorso” ha riferito il Direttore del Villaggio SOS di Malakal.

Con il supporto della MINUS e del Ministero della Programmazione Sociale sudanese è stata avviata la fase di stima dei costi per la ristrutturazione. Fino a quando i lavori non saranno terminati, le famiglie SOS accolte nel Villaggio verranno temporaneamente ospitate in altre aree della struttura.


Photo from SOS Archive

La città di Malakal è ora tornata alla normalità, anche se la situazione in Sudan rimane molto tesa. Il tavolo delle trattative tra Nord e Sud del paese è stato abbandonato la scorsa settimana a causa dei recenti scontri, che interessano un’area sempre più ampia.