Sono le ore 10,00 di un lunedì mattina. Il Centro Sociale SOS di Ksarnaba nella regione della Bekaa libanese è affollato di persone. Alcune sono qui per chiedere informazioni sul programma di rafforzamento familiare (FSP) o per registrarsi; altre accompagnano i loro figli per vedere il pediatra ed altre sono qui per sapere dei corsi di lingue o di computer che il centro offre. Vi sono numerosi servizi che il centro fornisce ai beneficiari del Programma di Rafforzamento Familiare (FSP) ed alle comunità vicine.
Jomana * è fra i visitatori, tuttavia lei è qui per una ragione completamente diversa. Jomana proviene da un villaggio che è situato a circa 60 km da Ksarnaba ed è andata al Centro SOS per ritirare dei vestiti usati dal deposito, per poi venderli nel suo negozio.
Jomana è una beneficiaria del FSP a Ksarnaba. Quattro anni fa ha cominciato a ricevere aiuto formativo e sostegno economico per le spese scolastiche dei suoi cinque figli. Alcuni mesi dopo, grazie all’aiuto degli assistenti sociali SOS, Jomana ha organizzato una piccola attività in proprio per guadagnare qualche soldo con cui diventare indipendente. Il Centro SOS rifornisce Jomana con i vestiti di seconda mano che arrivano al deposito, in modo che la donna possa rivenderli ed imparare a pianificare un bottega di abiti.
Samar Berro, direttore del centro Sociale SOS che sta seguendo il caso di Jomana, racconta: “Riceviamo molte donazioni di vestiti e siamo stati felici di condividerne una parte con la donna, in modo che potesse iniziare la sua nuova attività. Non ci costò nulla”.

Il marito di Jomana è morto sei anni fa. Cinque mesi dopo la donna ha partorito il suo sesto figlio. Nata in una povera città rurale nell’area di Bekaa, dove le donne non sono mandate a scuola e difficilmente riescono a lavorare in proprio, Jomana aveva un estremo bisogno di aiuto.
La donna è felice del sostegno di SOS Villaggi dei Bambini: “Una delle mie figlie è molto malata. Le sue spese mediche ammontano a 300.000 Libbre libanesi (circa 150 euro) al mese. Alla morte di mio marito non riuscivamo più a procurarle le cure di cui ha bisogno. Fortunatamente siamo riusciti ad accedere all’aiuto medico governativo, che ci permette di ritirare gratuitamente le medicine dalle farmacie pubbliche. Il problema è che le farmacie pubbliche non sono sempre fornite con le particolari medicine che servono alla mia bambina per sopravvivere e talvolta sono costretta a comprarle nelle farmacie private di Beirut. Se non fosse stato per il lavoro organizzato grazie al Centro Sociale SOS, non sarei stata in grado di avere abbastanza soldi per acquistare le medicine nei casi di emergenza”.
“Ho iniziato a raccogliere un po’ di soldi con i vestiti di seconda mano del centro SOS, ma ogni volta che riesco a risparmiare compro abiti nuovi a Beirut, per rivenderli nel negozio. La mia attività è cresciuta e adesso distribuisco anche sciarpe, calze e pantofole. Talvolta posso comprare abiti nuovi pure per i miei figli” dice con un sorriso.
Jomana ammette che benché i vestiti del suo negozio potrebbero essere facilmente trovati in altre botteghe, i vicini e gli amici spesso comprano da lei per aiutarla. “Questa attività commerciale non mi ha aiutato solo finanziariamente, ma anche emotivamente. Mi sono sentita persa dopo che mio marito è morto ed il lavoro riesce a darmi tanta soddisfazione. C’erano momenti in cui pensavo di arrendermi, poiché era molto dura arrivare a fine mese con abbastanza soldi per far mangiare tutta la famiglia e curare la mia bambina. Quando ero disperata pensavo di non far più andare a scuola i miei figli per metterli a lavorare. Il sostegno di SOS Villaggi dei Bambini è arrivato proprio al momento giusto: ho potuto continuare a pagare la scuola per i miei piccoli ed ho iniziato un lavoro che mi ha permesso di tornare ad essere indipendente. Ora posso continuare a sperare in un futuro sereno per i miei figli.”

* Il nome della donna è stato cambiato per proteggere la sua privacy.