Ventennale della ratifica della convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 

In Italia diminuite le risorse per l’infanzia e l’adolescenza, 1 milione 756.000 mila minori vivono in povertà, 2.1 milioni non hanno lavoro né studiano, sono almeno 4400 i minori non accompagnati, oltre 1300 arrivati in Sicilia dal Nord Africa.

Il Gruppo CRC delinea la condizione dell’infanzia nel nostro paese

Alla vigilia dei venti anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC (1)), il Gruppo CRC - un network composto da 89 organizzazioni e associazioni del Terzo Settore coordinato da Save the Children Italia - indica la road map per la tutela dell’infanzia nel nostro paese, segnalando i provvedimenti e le misure più urgenti da prendere.

Nel 2009 il Gruppo CRC aveva pubblicato il Secondo Rapporto Supplementare a quello governativo formulando ben 155 raccomandazioni rivolte alle istituzioni italiane che si occupano di infanzia e di adolescenza. A distanza di due anni rileviamo come manchino ancora all’appello alcune fondamentali misure di attuazione della CRC e come parte delle raccomandazioni fatte siano rimaste lettera morta.

- L’approvazione della Legge di istituzione del Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, presentata a fine 2008.
- Più risorse dedicate a bambini e adolescenti, diminuite in modo sensibile nella Finanziaria 2011 e nel Fondo Nazionale per le Politiche Sociali.
- Maggiore protezione e tutele per minori particolarmente vulnerabili, come i minori in povertà - 1 milione 756.000 - i minori migranti - almeno 4.400 quelli non accompagnati presenti in Italia - i giovani fuori dal circuito lavorativo e formativo - circa 2.1 milioni.

D’altro canto anche recenti analisi e rilevazioni ufficiali sul nostro paese (2) evidenziano alcuni trend negativi che riguardano sia la condizione dei bambini e degli adolescenti, più a rischio di povertà, sia delle donne e delle madri, che hanno sempre più difficoltà a trovare lavoro o a conservarlo, dopo aver avuto uno o più figli.

Invertire queste preoccupanti tendenze impone uno sforzo e un impegno straordinari. La CRC è uno strumento dotato di forza obbligatoria che, se ratificato, crea l’impegno in capo agli Stati di uniformarsi alle disposizioni in essa contenute. L’Italia ha quindi il dovere e l’obbligo di attuare ciò che la Convezione ha sancito, garantendo che tutti i bambini, le bambine e gli adolescenti in Italia siano titolari degli stessi diritti.

- In calo le risorse destinate all’infanzia
- Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza: ancora in attesa
- Piano Nazionale Infanzia: approvato dopo 6 anni, ma non ci sono i fondi
- Povertà minorile in crescita: permane il rischio per i bambini, soprattutto al Sud
- Scuola - Aumenta la dispersione scolastica: l’Italia supera la media europea
- Minori stranieri: ancora alto il rischio di discriminazione

Per leggere e approfondire il tema scarica il comunicato stampa in PDF.

Per maggiori info sul Gruppo CRC www.gruppocrc.net

(1) Convention on the Rights of the Child. La Convenzione è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990. L’Italia l’ha ratificata il 27 maggio 1991 con legge n.176. Ad oggi la CRC è stata ratificata 192 nazioni, (cioè da tutti i Paesi del mondo a eccezione di Stati Uniti e Somalia) ed è lo strumento internazionale più ratificato al Mondo

(2) In particolare il Rapporto Annuale dell’Istat 2010.